La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 12 permesso di interrogarsi sulle prospettive fu- ture delle lingue di minoranza a scuola facen- do leva proprio sulle peculiarità territoriali e culturali entro un quadro di unitarietà. È emersa da più parti l’esigenza di una governance complessiva che dia organicità a tutti i livelli di intervento (non solo nell’am- bito dell’istruzione) come supporto strategi- co alle specificità culturali locali definendo un livello sistemico generale con una regia statale. Sul piano dell’insegnamento delle lingue di minoranza è stato sottolineato come è possibile avvalersi degli strumenti dell’auto- nomia scolastica per valorizzare le diversità culturali e territoriali entro una cornice de- finita a livello nazionale. In questo senso il curricolo costituisce uno strumento di lettura pedagogica della realtà sociale e culturale e la lingua di minoranza non va confinata nel progetto avulso dal curricolo ordinario, più o meno articolato ed efficace, ma va adottata la logica della « progettualità permanente» in cui la lingua di minoranza diventa uno stru- mento formativo-culturale cardine del Piano e comunicative in un contesto di relazioni globali e interculturali. Peraltro, le dodici lingue di minoranza italiane (3) hanno una diffusione non omogenea sul territorio nazio- nale per ragioni storiche, geo- grafiche e cul- turali tanto che vi sono lingue di minoranza forte- mente radicate a livello locale ed altre a rischio di estinzione. Il grado di tutela e di promozione delle lingue di minoranza risen- te fortemente dalle diverse po- litiche linguisti- che regionali, più o meno attive e consapevoli, dal- la progressiva ri- duzione dei fondi nel corso degli anni, dalla dispersione dei finanziamenti per mancanza di organicità e sistematicità degli interventi. Anche nell’ambito della scuola i progetti promossi dal Ministero dell’Istruzione sono il più delle volte rimessi alla sensibilità e al volontariato di pochi con il rischio di scade- re nell’estemporaneità e nella mancanza di continuità. Per non parlare poi della questio- ne della formazione di docenti che abbiano adeguate competenze linguistiche e metodo- logiche nella lingua di minoranza. Quali prospettive future per l’insegnamento delle lingue di minoranza? Il Seminario ha, dunque, restituito una immagine dell’insegnamento delle lingue di minoranza a velocità diverse. Questa consa- pevolezza, non nuova nella scuola, ha però (3) Sono riconosciute la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo
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