La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 11 nella variante locale. L’uso degli strumenti tecnologici serve per avvicinare gli alunni alla lingua minoritaria, stimolando le nuove generazioni ad appropriarsi del proprio pa- trimonio linguistico in modo accattivante. Inoltre, i prodotti multimediali realizzati confluiscono sui siti web delle scuole del- la rete, nonché sulle apposite piattaforme on-line affinché possano essere direttamente fruibili dall’utenza e facilmente trasferibili in altri contesti. In ogni caso tutte le diver- se metodologie didattiche adottate partono dai bisogni linguistici degli alunni e fanno co- stante riferimento alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012 che riconoscono nell’educazione plurilingue uno strumento culturale per l’esercizio della cit- tadinanza attraverso il passaggio dall’alfabe- tizzazione strumentale all’alfabetizzazione culturale e sociale. Non solo luci… Scuole attive, docenti e dirigenti motivati, proficue sinergie territoriali… tutto perfetto, dunque? Purtroppo no, il nostro bel dipinto presenta anche tinte più fosche a partire dai pregiudizi linguistici che continuano ad avvolgere le lingue considerate meno presti- giose: a che serve una lingua che pochi cono- scono e parlano? Ma è veramente una lingua o è un dialetto? Non è meglio imparare bene l’italiano e, al massimo, l’inglese? Non è faci- le per le scuole, senza un adeguato supporto, far comprendere l’importanza della cultura d’origine per una equilibrata crescita perso- nale e per lo sviluppo di capacità cognitive to e risvegliato un mondo che solo apparen- temente è assopito ma che nella realtà dei fatti lavora alacremente, con convinzione e dedizione all’interno di comunità a volte piccole ma fortemente motivate. Il fulcro di queste realtà rimangono le scuole che, con la loro vivacità, coinvolgono nei loro percorsi didattici le famiglie e il territorio generando una ricchezza culturale, prima ancora che didattica e metodologica. È stato arricchen- te vedere come realtà linguistiche e stori- co-culturali completamente diverse si siano confrontate sulle stesse tematiche, ognuno attraverso modalità e strumenti adeguati al proprio contesto. In fondo, per le lingue di minoranza valgono le stesse considerazioni riguardanti le lingue nazionali. La lingua, pri- ma di essere comunicazione, è uno strumen- to di espressione del pensiero ma è anche in- trinsecamente connessa con la cultura di una comunità in quanto contribuisce alla struttu- razione dell’identità e del senso di apparte- nenza di una persona. Senza dimenticare che le ricerche hanno ormai da anni sottolineato i vantaggi cognitivi derivanti dal bilinguismo, anche con lingue di minoranza. Dunque la lin- gua di minoranza non è alternativa alla lingua di scolarizzazione ma espressione della più ampia competenza multilinguistica, ricono- sciuta dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea relativa alle competen- ze chiave per l’apprendimento permanente adottata il 22 maggio 2018. Le metodologie utilizzate fanno perlopiù ricorso a un approccio alla glottodidattica ludica, al linguaggio multimediale, alla par- tecipazione interattiva di bambini, genitori ed insegnanti, all’uso veicolare della lingua

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