Gennaio-Febbraio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 1 Il dialogo invita tutti a irrobustire quell’ami- cizia che non separa e non confonde, dob- biamo tutti essere più audaci in questo cam- mino, perché gli uomini e le donne di questo nostro mondo a qualsiasi popolo e credenza appartengano, possano scoprirsi figli dell’u- nico Dio e fratelli e sorelle fra loro». A questo proposito anche Papa Francesco ribadisce che attraverso il dialogo si potrà eliminare l’intolleranza e la discriminazio- ne: «Il dialogo interreligioso – sostiene – è una condizione necessaria per la pace nel mondo, e noi dovremo collaborare con chi la pensa diversamente… Il dialogo sincero fra uomini e donne di religioni differenti porta frutti di pace e di giustizia…». Dialogo che ha come scopo fondamentale «lo studio e la promozione del rispetto tra culture», la «comprensione e l’interazione positiva e cooperativa fra persone apparte- nenti a differenti tradizioni religiose» e il «conseguente rispetto e valorizzazione in- terculturale». Ma il dialogo tra le culture appare oggi particolarmente necessario se si considera l’impatto delle nuove tecnologie della co- municazione sulla vita delle persone e dei popoli. Siamo nell’era della comunicazione globale, che sta plasmando la società secon- do modelli culturali, più o meno estranei ai modelli del passato. L’informazione accurata e aggiornata è, almeno, in linea di princi- pio, praticamente accessibile a chiunque, in qualsiasi parte del mondo. I processi di globalizzazione in atto e la configurazione in senso multiculturale dell’odierna società, dunque, interrogano profondamente i sistemi educativi e forma- tivi che devono oggi mirare alla formazione dei cittadini del mondo. La presenza simultanea di culture diverse È il progettoche l’UCIIMvuolepromuovere. Perché? Nell’Italia di oggi, in cui, attraverso le migrazioni e la globalizzazione, il mondo si mostra in tutte le sue sfumature culturali, etniche e sociali acquisisce grande valenza, il dialogo interreligioso. Esso diventa un’esi- genza dettata dall’aumento delle occasioni di incontro e degli spazi comuni. Non è pura teoria, ma vera e propria pratica sociale. Il pluralismo religioso diventa una realtà, non una scelta. La scelta consiste nel deci- dere se prendere semplicemente atto dell’e- sistenza di altre religioni o se conoscerle e viverle, tra differenze e cose in comune, tra ciò che allontana e ciò che avvicina. Solo dopo una reale conoscenza reciproca è possibile abbattere gli stereotipi. Nei documenti dell’Unione Europea il dia- logo interreligioso è considerato una pratica fondamentale per « dare un contributo signi- ficativo allo sviluppo di una società libera ordinata e coesa, che sappia superare l’e- stremismo filosofico e religioso, gli stereoti- pi e i pregiudizi, l’ignoranza e l’indifferen- za, l’intolleranza e l’ostilità, che anche nel passato recente, sono stati causa di tragici conflitti e di spargimento di sangue in Eu- ropa» . Dialogo che ha come scopo fondamentale «lo studio e la promozione del rispetto tra culture», la «comprensione e l’interazione positiva e cooperativa fra persone apparte- nenti a differenti tradizioni religiose» e il «conseguente rispetto e valorizzazione in- terculturale». Già nel settembre del 2000 Giovanni Pao- lo II in un suo messaggio a Lisbona afferma- va: «Il dialogo non ignora le reali differenze, ma neppure cancella la comune condizione di pellegrini verso nuove terre e nuovi cieli. EBREI, CRISTIANI, MUSULMANI IN DIALOGO PER LA PACE FRA I POPOLI Maria Luisa Lagani, Vicepresidente nazionale UCIIM Edi tor iale
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