Gennaio-Febbraio 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2019 30 poste normative; la legge 170 del 2010, la Direttiva sui BeS del 27 Dicembre 2012,. la c.M. n° 8 del 6/3/2013 firmata dal capodi- partimento del Miur, la Dirigente generale Lucrezia Stellacci. La legge prima e le due circolari succes- sive mettono in risalto un cambiamento im- portante avvenuto nel nostro sistema scola- stico, dove sembra aumentare il numero di alunni con difficoltà di apprendimento. a questo punto diviene fondamentale la «permeabilità» dell’ambiente sistema sco- lastico, cioè la sua capacità, attraverso in- terventi opportuni di aiutare a rimuovere tutte quelle situazioni di disagio e creare una scuola protesa all’emancipazione delle differenze e che sulle differenze costruisce il proprio livello di eccellenza. una scuola come quella descritta appun- to da Pennac, in cui ognuno può partecipare con le proprie capacità. Ma qual è il ruolo del pedagogista clinico in questa prospettiva di cambiamento? «Il pedagogista clinico rivolgendosi in aiuto alla persona ha lo scopo di accompa- gnarla verso il cambiamento e la conquista di nuovi equilibri considerandola nella sua globalità, con l’ obiettivo di attivare e va- lorizzare, attraverso una relazione pedago- gica, potenzialità e risorse, offrire la possi- bilità di riscoprire in se stessa le proprie potenzialità e sviluppare abilità e disponi- bilità» (2). in quest’ottica l’azione del Pedagogista clinico è anzitutto quella di costruire all’in- terno del sistema scuola buone prassi d’in- clusione e sostenere un processo di costru- zione non come risposta all’emergenza, ma come sistema che opera in modo continuati- vo, per favorire uno spazio scuola acco- gliente dove gli alunni possono essere tutti comunque accolti a prescindere dalle loro abilità misurate secondo il paradigma, fuor- viante a mio avviso, di «ciò che manca» (in nome di una pretesa standardizzazione del- le capacità), ma piuttosto di «quello che c’è e ci potrebbe essere », cioè delle sue potenzialità , abilità e disponibilità . il Pedagogista clinico nella scuola è quel- la figura che sostiene e attiva tutta una se- rie di riflessioni, di interventi ed esperienze tratte dalla molteplicità di metodi e tecni- che propri della pedagogia clinica, al fine di favorire il miglioramento della qualità della vita scolastica sia per lo studente che per i docenti e i genitori, intesi sia come singoli che come gruppi, figura, dicevamo, capace di creare e sostenere la cultu- ra dell’inclusione. La Pedagogia clinica rico- nosce l’individuo insegnante con il suo potenziale umano e la sua esigenza di stare bene a scuola, riconosce l’individuo bambino e l’individuo ragazzo che chiedono di essere visti anche e soprattutto quando non ne sono consapevoli. nella scuola di oggi, fortu- natamente, ci si preoccupa sempre più della promozione del benessere. alla luce di tutti questi cambiamenti cre- do che la figura del Pedagogista clinico pos- sa offrire un valido supporto ai docenti che operano al suo interno per facilitare e ren- dere operativi percorsi di aiuto rivolti alla PerSona. questo specialista sostiene fortemente i principi sanciti all’interno delle indicazioni nazionali del 2012 e degli ultimi emenda- menti che completano tali indicazioni, in quanto opera con un progetto di trasforma- (2) g uiDo P eSci , a cura di, Pedagogia in aiuto alla Persona, ed. iSFar, Firenze.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=