Gennaio-Febbraio 2019
fine di rintracciare i presupposti di validità scientifica del sapere pedagogico clinico. il Pedagogista clinico grazie a metodi e tecniche di verifica e di intervento proprie della Pedagogia Clinica/Pedagogia in Aiu- to alla Persona , svolge attività rivolte a persone di differenti età e con diversifica- ti disagi. egli, non si concentra sui disturbi e le in- capacità, non corregge né cura, non am- maestra né riabilita, ma considera l’indivi- duo nella sua interezza ed ha come obietti- vo quello di attivare e valorizzare, attraver- so una relazione con matrice pedagogica, potenzialità e risorse. Il pedagogista clinico a scuola «Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggi- mento che marcia al passo, è un’orchestra che suona la stessa sinfonia. E se hai eredi- tato il piccolo triangolo che sa fare solo tini tini, o lo scacciapensieri che fa soltanto blog bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la mu- sica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musi- ca…» (tratto da Daniel Pennac, «Diario di scuola»). Le parole di Pennac introducono effica- cemente il significato dell’intervento sul ruolo del Pedagogista clinico nella scuola che cambia. un cambiamento complesso segnato da passaggi non tra loro conclusi, ma presenti in forma sincronica che caratterizzano il no- stro sistema formativo. Da un lato il sistema per convenzione de- finito «tradizionale», non semplicemente ri- ferito al passato come la parola farebbe pensare, ma ancora attuale in cui il sogget- to che apprende, l’insegnante e il contenu- to dell’apprendimento costituiscono un in- 29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2019 sieme «non perturbabile». in questo tipo di sistema non è contemplato il soggetto che non si allinea a quanto gli viene richiesto, in caso contrario viene infatti considerato «l’anello debole della catena e perciò escluso. La legge 517 del 1977 introduce il model- lo di scuola dell’integrazione», dove, l’alun- no con difficoltà di apprendimento viene riammesso dopo il periodo delle classi spe- ciali all’interno del percorso curriculare della classe e ne diventa parte importante. questo modello di scuola impone una cono- scenza del soggetto che apprende, con con- seguente razionalizzazione e «operaziona- lizzazione» della didattica che si realizza con l’introduzione del Pei (piano educativo individualizzato) che sulla base della pro- grammazione di classe costruisce un percor- so ad hoc. il nuovo sistema configura inoltre la spe- cializzazione del docente che necessita di nuove competenze (nasce così l’insegnante di sostegno), alla luce di una necessaria permeabilità che il sistema scuola deve ora avere. in ultimo il sistema scuola dell’inclusivi- tà, venuto ad affiancarsi in modo sincronico ai due modelli precedenti con le ultime pro-
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=