Gennaio-Febbraio 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2019 28 Le tracce della pedagogia clinica sono presenti nella storia della società umana e le sue basi scientifiche sono rintracciabili nella filosofia, nella teologia, nella pedago- gia, nel diritto, nella psicologia, nella socio- logia, nella medicina, il compito della ricerca è stato quello di recuperare da queste discipline i dati ed i risultati delle esperienze pedagogiche per poterle ridefinire in un conoscere capace di rispondere concretamente alle esigenze dell’uomo; la pedagogia clinica consta per tali motivi di una concentrazione di orienta- menti. La ricerca epistemologica e storico- scientifica ha permesso di sostanziare la pe- dagogia clinica dei suggerimenti ricavati dai presupposti educativi delle posizioni rituali richieste dai sacerdoti taoisti nel 2007 a.c., quelle tecniche di rilassamento che condu- cevano progressivamente al controllo dei movimenti e di conseguenza alla disponibili- tà di tutto l’essere. Parimenti, l’attenzione è stata rivolta a tutte le tecniche che più tardi, verso il 1000 a.c. in india, venivano utilizzate per favori- re lo sviluppo del pensiero ed il consegui- mento dell’equilibrio psico-fisico. non sono stati sottovalutati gli insegna- menti di Platone il quale, nel libro iii della repubblica, sollecita alle pratiche fisiche, né il grande contributo apportato da aristo- tele che prospettava una completa attua- zione di tutte le potenzialità dell’uomo per giungere ad un armonico sviluppo. non possiamo, inoltre non ricordare ero- dico, maestro di ippocrate, il quale mise a punto una ginnastica terapeutica, utilizzan- do il massaggio per le articolazioni. Da tali realtà del passato sono stati tratti orientamenti su come stimolare nel sogget- to la motivazione, cioè l’intensità dei desi- deri, sollecitato altresì mediante esperienze pedagogiche in teatro, anch’esso ritenuto idoneo a ricreare nuovi equilibri, e l’ascolto dei «lettori» che esponevano narrazioni epi- che utili a risvegliare con effetti immagina- tivi sentimenti di fiera condotta: si ridesta- va così quella funzione dell’immagine quale linea di congiunzione fra pensiero e senti- mento. Dal mondo classico la pedagogia clinica ha appreso l’ideale dell’arte di vivere, dello stare bene assieme, della grande opportuni- tà interattiva del trovarsi in cerchio e del- l’importanza del canto, coro e della musi- ca; di quest’ultima anche nel Medioevo e nel rinascimento se ne sono apprezzati gli effetti benefici sulla persona soprattutto in presenza di malattie nervose. D’altro canto è pur vero che alcuni prin- cipi, ad esempio l’autorità come garanzia di educazione, il persuadere il fanciullo o il padroneggiare il suo animo, hanno lasciato il posto alla persona che afferma e possiede sé medesima, conscia del proprio essere in- dividuo. La Pedagogia clinica si è avvalsa inoltre degli innumerevoli contributi pratici ed at- tuativi dei nostri pedagogisti dell’ottocento e del novecento e di tutti coloro che si sono impegnati nella pedagogia sperimentale; si sottolinea il contributo di Maria Montessori per l’importanza di creare degli ambienti educativi su misura dei bambini, affinché lo possano sperimentare in autonomia senza bisogno dell’intervento dell’adulto e per l’importanza dell’utilizzo del materiale sen- so percettivo che costituisce la base dello sviluppo intellettuale. in italia il pioniere della Pedagogia clini- ca è stato antonio gonnelli cioni che ha de- finito un metodo specifico per il recupero dei soggetti in difficoltà sottolineando l’im- portanza primaria di conoscere l’altro e di lavorare sulle potenzialità del soggetto; inoltre ha istituito il primo corso di ortofre- nia per la formazione di insegnanti specia- lizzati. Fondamentale per il progredire della Pe- dagogia clinica sono stati altresì i principi della difettologia enunciati da Vygotskji il quale considerava il bambino, il cui sviluppo è aggravato da un deficit, come un essere umano su cui non gravano solamente pro- blemi organici, ma anche la degradazione della posizione sociale; egli affermava: «non è il deficit in se stesso a decidere le sorti della personalità, ma le sue conse- guenze sociali». L’indagine epistemologica, quindi, ha condotto lontano; si è trattato di analizza- re, sezionare, dividere conoscenze prove- nienti da diversi campi di studio e ricerca al
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