gennaio-febbraio 2018
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 6 NELLAMEMORIA LA VITA DEL FUTURO Marcella Paggetti, Consigliere nazionale UCIIM I n un bel pomeriggio di sole, mercoledì 27 settembre, sono stata, insieme a Maria Concetta Guida, presidente della sezione UCIIM di Firenze, a far visita alla socia più anziana di questa sezione: Cesarina Dolfi, nata nel 1922. La professoressa, che più volte in passato anch’io avevo avuto modo di incontrare in occasione dei convegni UCIIM ai quali spesso entrambe partecipava- mo, precedentemente avvertita, ci aspetta- va con gioia e impazienza. È venuta perso- nalmente ad aprirci la porta della sua casa e ci ha introdotto nel suo studio luminoso, attrezzato di computer, stampante, fotoco- piatrice e, naturalmente, dotato di scaffali pieni di libri. È stato subito evidente che con l’avanzare degli anni a Cesarina (così la chiamavano e chiamano affettuosamente tutti) non è venuta meno la voglia di legge- re, aggiornarsi e lavorare con gli strumenti che la tecnica mette oggi a nostra disposi- zione ed è veramente ammirevole che una donna di novantacinque anni abbia tanta di- mestichezza con le tecnologie informatiche. Anche la memoria non ha tradito Cesarina che si è soffermata a ricordare il suo per- corso professionale, gli incontri che hanno segnato la sua vita e, soprattutto, l’impe- gno nella sezione UCIIM di Firenze di cui è stata presidente per tanti anni. Conseguita la laurea in matematica nel 1948 con relatore il prof. Luigi Campedelli (di cui tiene esposto, come su un piedistal- lo, il testo «Fantasia e logica della matema- tica» e del quale è stata assistente), dopo un percorso universitario rallentato dagli anni della guerra, iniziò la carriera di inse- gnante. Ci ha raccontato che era docente di matematica nell’allora ginnasio inferiore «Machiavelli» di Firenze, quando nell’ago- sto 1952 incontrò per la prima volta Gesual- do Nosengo a S. Caterina Valfurva durante un convegno organizzato dal Movimento dei Circoli della Didattica, da lui diretto, al quale partecipavano docenti universitari e della scuola primaria e secondaria. In quel contesto si discuteva dei proble- mi della scuola e di cosa fare per estendere l’obbligo scolastico agli alunni della fascia di età tra gli 11 e i 14 anni (passeranno die- ci anni per avere la scuola media unica!). Cesarina ha ricordato, anche con nostalgia, che Nosengo si rivolse a lei chiedendo: «Ma Lei sa la matematica?» Risposta «Un pochi- no» «Allora è disposta a lavorare con noi?». Così iniziò la collaborazione con Nosengo e dal dicembre del 1952 divenne socia della sezione UCIIM di Firenze, alla quale ancora è iscritta. Né io né Maria Concetta abbiamo mai in- contrato di persona Nosengo, di lui sappia- mo quello che abbiamo letto sui libri. Tro- varci, quindi, di fronte a chi lo aveva cono- sciuto ha inevitabilmente stimolato la no- stra curiosità. Insieme abbiamo chiesto a Cesarina se riteneva che l’incontro con lui avesse avuto importanza per la sua crescita professionale e per la sua partecipazione al- le attività dell’UCIIM. Prima di rispondere si è alzata per pren- dere in un cassetto un fascicolo gelosamen- te custodito. Lo ha aperto per mostrarci al- cuni documenti misti ad appunti e articoli della rivista «La Scuola e l’Uomo» e ha ri- cordato come per Nosengo al primo posto nella scuola fosse da mettere l’alunno «che è persona di massimo rispetto». Compito dell’educatore è assolvere alla missione di sviluppare nell’allievo quelle capacità per- sonali con le quali potrà operare liberamen- te e responsabilmente. Nosengo si adoperò nei vari incontri, convegni e scritti, a far comprendere agli insegnanti il valore e la grandezza del loro compito educativo che nel 61 riassunse così : «Educatore: se tu ral- lenti, essi si perderanno\ se tu ti scoraggi,
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