gennaio-febbraio 2018

5 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 munarle, perché sia proprio il bene comune ad essere portato avanti. In questo senso il buon politico finisce sempre per essere un «martire» al servizio, perché lascia le pro- prie idee ma non le abbandona, le mette in discussione con tutti per andare verso il be- ne comune, e questo è molto bello. Da questa piazza vi invito a considerare la nobiltà dell’agire politico in nome e a fa- vore del popolo, che si riconosce in una sto- ria e in valori condivisi e chiede tranquillità di vita e sviluppo ordinato. Vi invito ad esi- gere dai protagonisti della vita pubblica coe- renza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d’iniziativa, longanimità, pazienza e forza d’animo nell’affrontare le sfide di oggi, senza tuttavia pretendere un’impossibile perfezione. E quando il poli- tico sbaglia, abbia la grandezza d’animo di dire: «Ho sbagliato, scusatemi, andiamo avanti». E questo è nobile! Le vicende uma- ne e storiche e la complessità dei problemi non permettono di risolvere tutto e subito. La bacchetta magica non funziona in politi- ca. Un sano realismo sa che anche la miglio- re classe dirigente non può risolvere in un baleno tutte le questioni. Per rendersene conto basta provare ad agire di persona in- vece di limitarsi a osservare e criticare dal balcone l’operato degli altri. E questo è un difetto, quando le critiche non sono costrut- tive. Se il politico sbaglia, vai a dirglielo, ci sono tanti modi di dirlo: «Ma, credo che questo sarebbe meglio così, così…». Attra- verso la stampa, la radio… Ma dirlo costrut- tivamente. E non guardare dal balcone, os- servarlo dal balcone aspettando che lui falli- sca. No, questo non costruisce la civiltà. Si troverà in tal modo la forza di assumersi le responsabilità che ci competono, compren- dendo al tempo stesso che, pur con l’aiuto di Dio e la collaborazione degli uomini, ac- cadrà comunque di commettere degli sbagli. Tutti sbagliamo. «Scusatemi, ho sbagliato. Riprendo la strada giusta e vado avanti». Cari fratelli e sorelle, questa città, come tutta la Romagna, è stata tradizionalmente terra di accese passioni politiche. Vorrei di- re a voi e a tutti: riscoprite anche per l’oggi il valore di questa dimensione essenziale della convivenza civile e date il vostro con- tributo, pronti a far prevalere il bene del tutto su quello di una parte; pronti a rico- noscere che ogni idea va verificata e rimo- dellata nel confronto con la realtà; pronti a riconoscere che è fondamentale avviare ini- ziative suscitando ampie collaborazioni più che puntare all’occupazione dei posti. Siate esigenti con voi stessi e con gli altri, sapen- do che l’impegno coscienzioso preceduto da un’idonea preparazione darà il suo frutto e farà crescere il bene e persino la felicità delle persone. Ascoltate tutti, tutti hanno diritto di far sentire la loro voce, ma spe- cialmente ascoltate i giovani e gli anziani. I giovani, perché hanno la forza di portare avanti le cose; e gli anziani, perché hanno la saggezza della vita, e hanno l’autorità di dire ai giovani – anche ai giovani politici –: «Guarda ragazzo, ragazza, su questo sbagli, prendi quell’altra strada, pensaci». Questo rapporto fra anziani e giovani è un tesoro che noi dobbiamo ripristinare. Oggi è l’ora dei giovani? Sì, a metà: è anche l’ora degli anziani. Oggi è l’ora in politica del dialogo fra i giovani e gli anziani. Per favore, anda- te su questa strada! La politica è sembrata in questi anni a volte ritrarsi di fronte all’aggressività e alla pervasività di altre forme di potere, come quella finanziaria e quella mediatica. Oc- corre rilanciare i diritti della buona politi- ca, la sua indipendenza, la sua idoneità specifica a servire il bene pubblico, ad agire in modo da diminuire le disuguaglianze, a promuovere con misure concrete il bene delle famiglie, a fornire una solida cornice di diritti–doveri – bilanciare tutti e due – e a renderli effettivi per tutti. Il popolo, che si riconosce in un ethos e in una cultura pro- pria, si attende dalla buona politica la dife- sa e lo sviluppo armonico di questo patrimo- nio e delle sue migliori potenzialità. Pre- ghiamo il Signore perché susciti buoni poli- tici, che abbiano davvero a cuore la socie- tà, il popolo e il bene dei poveri. A Lui, Dio di giustizia e di pace, affido la vita sociale e civile della vostra città. Grazie. S p i r i t u a l i t à

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