gennaio-febbraio 2018

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 2 Questa consapevolezza fu espressa nel 1957 con toni drammatici in un discorso parlamen- tare di don Luigi Sturzo : «La Costituzione è il fondamento della Repubblica democra- tica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal parlamento, se è manomessa dai partiti, se non entra nella coscienza nazionale, anche attraverso l’in- segnamento e l’educazione scolastica e post-scolastica, verrà a mancare il terreno sul quale sono fabbricate le nostre istitu- zioni e ancorate le nostre libertà». All’inizio della XVIII Legislatura Sembra giusto ricordare, dopo l’esito delle elezioni per il Parlamento e l’inizio della XVIII legislatura, che non si presenta nelle migliori condizioni per trovare una maggioranza di Go- verno, che la Scuola, come il Parlamento e il Governo, sono chiamati tutti insieme a utiliz- zare la Costituzione non come un oggetto su cui giurare o da celebrare ad ogni comple- anno, ma come la «cassetta degli attrezzi» di cui ha parlato il presidente Sergio Mattarella nel discorso di fine anno 2017, dopo aver ri- cordato che la missione autentica della poli- tica si sintetizza nel rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre: «La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro - ha detto - è la nostra Costi- tuzione: ci indica la responsabilità nei con- fronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita». Orbene la cassetta degli attrezzi non si lascia nella can- tina degli archivi di Stato, ma va portata con sé, maneggiata, imparando a conoscere la funzione di ciascuno degli attrezzi e usandoli secondo il bisogno per risolvere o per avviare a soluzione i problemi che docenti e studenti affrontano nella scuola in quanto persone, parti di una comunità, titolari di uno speci- fico lavoro e cittadini dell’Italia, dell’Europa e del Mondo. Con altra metafora Giuseppe Dossetti in- vitava i giovani a fare della Costituzione una «compagna di viaggio», riconoscendo che anche lei ha qualcosa da dire, in un dialogo che arricchisce entrambi i dialoganti, se i let- tori sono messi in grado di interrogarla, di ascoltarla e di praticare le fondamentali pa- role del suo discorso. Questa «compagna di viaggio», che la legge 30/10/2008 chiama «Cittadinanza e Costituzione», è in attesa di rioccupare nel curricolo della scuola d’oggi almeno il posto che è stato occupato fino ai primi anni di questo secolo, dall’educazione civica. La Costituzione a scuola come «attrezzo» utile a rimuovere ostacoli di carattere culturale e politico Continuare nella nuova legislatura la bat- taglia per ricondurre la Costituzione nell’am- bito del curricolo scolastico, pur dopo il decr. leg.vo 13/4/2017 n. 62, sulla valutazione re- lativa al primo ciclo degli esami di Stato, è difficile non solo per le prese di posizione ambigue che si trovano in sede politica e in sede amministrativa, dove solari afferma- zioni circa il valore fondativo della Costitu- zione nella formazione dei giovani vengono poi pudicamente nascoste dal nobile velo della trasversalità dei valori di cittadinanza, che dovrebbe chiamare in causa tutti i do- centi. La difficoltà è dovuta anche ad aspetti più generali della società attuale, e cioè ai limiti e alle contraddizioni che ostacolano da un lato l’esercizio, dall’altro la cultura dei diritti umani. Sembra che i giovani d’oggi, pur dopo set- tant’anni di Costituzione, ritengano come scontate e dovute le conquiste democratiche della Resistenza e del Dopoguerra, mentre sospettano che la cultura che viene dalla scuola e dalle pubbliche istituzioni (la cosid- detta «politica» e l’amministrazione), non consentendo loro di godere di tutti i beni pro- messi (lavoro, libertà, uguaglianza, Welfare , benessere, sicurezza, pace), questa cultura, dicevo, sia poco spendibile, come se fosse una moneta svalutata. Certi «diritti» sono di fatto, per molti, ine- sigibili, perché altri li ha rubati, consumati, E d i t o r i a l e

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