gennaio-febbraio 2018
L’ UCIIM non giunge impreparata all’in- vito a celebrare il 70° compleanno della Costituzione nelle scuole: non solo perché lo scorso anno ha dedicato il suo XXV Congresso nazionale al tema «La Costi- tuzione fonte di convivenza civile», ma per- ché è stata all’origine del processo di iniziativa di studio e di sperimentazione che ha portato la Costituzione nella scuola ita- liana. La premessa si trova nel solenne impegno assunto dalla stessa Assemblea Costituente nella seduta dell’11 dicembre 1947, con l’ap- provazione all’unanimità, con vivi prolungati applausi, dell’odg presentato dagli onorevoli Aldo Moro, Francesco Franceschini, Antonio Ferrarese e Domenico Giacomo Sartor: «L’Assemblea Costituente esprime il voto che la nuova Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni or- dine e grado, al fine di rendere consape- vole la nuova generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costitui- scono ormai sacro retaggio del popolo ita- liano». Su questa base, dieci anni dopo, il presi- dente della Repubblica Giovanni Gronchi chiese, in un messaggio al V Congresso nazio- nale dell’UCIIM di ricercare ed esaminare nel concreto della situazione scolastica italiana i fondamenti ideali, lo spirito sociale, le forme didattiche adeguate per svolgere tale insegnamento in modo realisticamente effi- cace. A questo si unirono il messaggio del mi- nistro Rossi, i telegrammi del presidente della Regione Siciliana e quello del papa Pio XII. Con queste sollecitazioni e questi auspici si tenne il 36° Convegno nazionale del- l’UCIIM, inaugurato nel Castello Ursino di Ca- tania (9-11/2/1957), che produsse un ampio documento sul tema « L’insegnamento della Costituzione e l’educazione civica dei gio- vani » («La Scuola e l’Uomo», giugno 1957). Questa distinzione e questo impegno con- giunto manifestano una chiarezza di cui avrebbe bisogno anche la generazione at- tuale. Il materiale prodotto fu portato a Roma dall’on Domenico Magrì , consigliere centrale dell’UCIIM, già sindaco di Catania, eletto al Parlamento e divenuto deputato e sottosegretario col ministro Aldo Moro , che l’anno successivo, con dpr 13/6/1958 n. 585 avrebbe firmato i Programmi per l’insegna- mento dell’educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica. Alla conclusione dei lavori, il presidente nazionale Gesualdo Nosengo scrisse che nel convegno di Catania l’UCIIM aveva «assunto l’impegno pubblico e ufficiale di impiegare le sue forze nell’opera di educazione civico-de- mocratica degli italiani, secondo lo spirito e il testo della nostra recente Costituzione». Ri- conosceva però che i buoni risultati del Con- vegno costituivano «soltanto la premessa di quella successiva azione educativa mediante la quale la scuola, attraverso gli insegnanti e il loro costume, le strutture, i programmi e la sua propria vita interna, potrà diventare vera matrice di alta condotta civica e di vera vita democratica, secondo i valori di civicità e di civiltà che hanno trovato espressione nel testo della Costituzione italiana». Nella pa- gina del suo diario personale aveva notato il 7 febbraio, mentre scriveva il suo libro per studenti intitolato «Cittadini di domani»: «Io sento questo compito come una missione». Era la consapevolezza che, per diventare «cit- tadini» non bastava mettere in un baule la di- visa fascista. 1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 E d i t o r i a l e Luciano Corradini, Presidente emerito dell'UCIIM ed emerito di Pedagogia generale, Università di Roma Tre LA SCUOLA E IL 70° COMPLEANNO DELLA COSTITUZIONE
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