gennaio-febbraio 2018

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 36 del RAV sperimentale, da parte di un ri- stretto numero di scuole dell’infanzia. A seguire, nel momento di messa a regi- me di un modello consolidato, eventual- mente rivisto in base agli esiti della consul- tazione, avrebbe dovuto essere costruito un apposito questionario scuola, tarato sulle specificità della scuola dell’infanzia e, infi- ne, avrebbe dovuto essere realizzata una piattaforma online analoga a quella già atti- vata per il RAV, per consentire alle scuole di compilare il modello. Gli esiti della consultazione Il questionario di consultazione proposto alle scuole dell’infanzia, da compilare sul sito dell’Invalsi nel periodo compreso tra il 15 e il 30 settembre 2016, era composto da 32 domande, la maggior parte a risposta chiusa predefinita. Le domande intendevano, in linea gene- rale, sondare le opinioni delle scuole in me- rito alla costruzione dello strumento, alla sua aderenza o meno alla realtà della scuola dell’infanzia e alle specifiche modalità orga- nizzative di questo segmento scolastico. Nel successivo mese di dicembre è stato reso noto il rapporto, a cura dell’Invalsi, che ha dato conto delle risposte fornite dalle scuole, dove si legge che sono stati compilati. Sostanzialmente le scuole che hanno par- tecipato alla consultazione - 3.778 scuole «in rappresentanza di 7.624 plessi», comunque di dimensioni molto diverse tra loro – hanno percepito il modello specifico di RAV come strategicamente collegato con alcune delle più recenti innovazioni introdotte nel sistema scolastico e, in particolare, con gli obiettivi formativi presenti nelle Indicazioni Nazionali 2012, con il Piano Triennale dell’Offerta For- mativa e il Piano di Miglioramento, con la for- mazione in servizio dei docenti. Meno eviden- te, invece, è risultato il rapporto con il siste- ma integrato dei servizi per l’infanzia 0-6, previsto dalla Legge 107/2015, forse perché, al momento della consultazione, i decreti at- tuativi del principio di delega non erano an- cora stati emanati. Dal rapporto di monitoraggio sembra emergere una convergenza generale sul- l’impianto del documento, anche se, scor- rendo i commenti alle varie aree, si notano differenti posizionamenti – più o meno criti- ci – riferiti soprattutto al tipo di gestione della scuola e alle sue dimensioni. Risulta particolarmente interessante la lettura delle riflessioni che emergono in merito ai quesiti relativi alle modalità di os- servazione e rendicontazione dello sviluppo dei bambini le cui domande guida, nella se- zione del RAV riferita alla valutazione, sug- geriscono di individuare le modalità, la ri- correnza e la condivisione nonché l’even- tuale uso di metodologie specifiche (docu- mentazione, portfolio, osservazioni sistema- tiche con l’uso di strumenti). Dal report si evince che l’attività di do- cumentazione a fini valutativi è diffusa in oltre il 96% delle scuole dell’infanzia che hanno partecipato alla consultazione e che oltre l’80% osserva, documenta e dà conto dei processi di sviluppo di tutti i bambini nell’arco del triennio, non soltanto per i bambini di cinque anni in vista del loro pas- saggio alla scuola primaria. Interessante è anche il dato relativo alle tipologie di strumenti adottati dalle scuole per osservare e documentare: il 52% ha di- chiarato di utilizzare strumenti di tipo strutturato (prove e test, scale di valutazio- ne, ecc.) mentre il 48% preferisce utilizzare strumenti di tipo narrativo (prodotti dei bambini, come disegni, foto e riflessioni, anche raccolti in portfolio). Un’esperienza di formazione sul RAV infanzia Coerentemente con l’intento dell’INVALSI di mettere alla prova il modello di RAV come dispositivo di autovalutazione in chiave for- mativa e riflessiva, nell’anno scolastico 2016/17 l’Università di Pavia, Proteo Fare e Sapere nazionale e dall’editore ZeroseiUp hanno organizzato un percorso di formazio- ne e ricerca per gli insegnanti. Il percorso si è svolto da Novembre a Maggio con incontri a cadenza mensile e della dura- ta di due giornate. L’esperienza di forma- zione e ricerca ha visto la partecipazione di circa 35 insegnanti provenienti da quasi tut- to il territorio nazionale e da scuole dell’in-

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