gennaio-febbraio 2018

37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 Sperimentazione del RAV infanzia cercasi… E la sperimentazione annunciata nella nota di gennaio 2016? E il questionario scuo- la per la scuola dell’infanzia? Ad oggi, dopo due anni esatti dall’annun- cio, nulla è successo. Della sperimentazione sul campo, anche se ricondotta, come cita- va la nota ministeriale, ad un ristretto nu- mero di scuole, si sono perse le tracce. Un’occasione mancata per rilanciare la scuola dell’infanzia, soprattutto nel mo- mento in cui si è dato avvio, con il decreto legislativo 65/2017, al sistema integrato dei servizi di educazione e di istruzione per bambini da zero a sei anni? Forse, considerando che nel 2018 ricorre il cinquantesimo anniversario dell’istituzio- ne della scuola dell’infanzia (allora mater- na) statale, si potrebbe coniugare la cele- brazione di questa importantissima ricor- renza con l’avvio – finalmente – della speri- mentazione del RAV infanzia, magari da av- viare con un numero «non ristretto» di scuole. Restiamo in attesa, sperando che l’attesa stia per terminare… fanzia a diversa gestione (statale, comuna- le, paritaria). La conduzione degli incontri è stata affidata ad uno staff di ricercatori e formatori del- l’Università di Pavia (1). Gli obiettivi che il percorso si è proposto di perseguire nel «mettere alla prova lo strumento» sono sta- ti di natura: • pedagogica per comprendere se e come il Rav infanzia possa rappresentare un dispo- sitivo di autovalutazione in grado di inne- scare processi di riflessione all’interno del team che opera in un dato contesto rispet- to alle scelte fatte e alle conseguenze os- servate sul percorso di crescita che le in- segnanti si aspettavano di osservare. Que- sto ha un impatto e contribuisce a prende- re maggior consapevolezza della propria identità educativa poiché spinge a ritrova- re i principi e i valori cui le scelte educati- ve e didattiche compiute si ispirano; • formativa poiché si propone un percorso di formazione in grado di sollecitare, so- stenere e accompagnare la riflessione, il dialogo e il confronto degli insegnanti ri- spetto all’impatto che le scelte fatte e le proposte educative realizzate hanno avu- to sullo sviluppo del bambino e su quello personale professionale. Una formazione in linea con l’idea dell’insegnante come professionista riflessivo auspicato dalle In- dicazioni Nazionali 2012 e dai documenti europei come il Proposal for key princi- ples of a Quality Framework for Early Childhood Education and Care (2). Una formazione che necessita però di tempi lunghi e spazi adeguati per favorire e pro- muovere il confronto in gruppo con il sup- porto di facilitatori capaci di creare un clima sereno che permette a tutti di esplicitare il proprio punto di vista, anche se divergente. L’esperienza dell’Università di Pavia, vera- mente interessante, non sembra aver avuto repliche in altri territori… (1) Anna Bondioli e Donatella Savio nel ruolo di formatori, Valerio Ferrari e Armida Sabbatini nel ruolo di osservatori e «rilanciatori» di ulteriori stimoli per la riflessione e il confronto, Claudia Lichene e Barbara Gobbetto come verbalizzatori e Matteo Morandi come osservatore ai fini della stesura di un report dell’esperienza. (2) Il testo, tradotto anche in italiano, è stato redatto dalla Commissione europea nel 2014 e presentato a Reggio Emilia nel dicembre 2014 ed individua alcune aree per la valutazione della qualità dei servizi per l’infanzia: ac- cessibilità, professionalità degli operatori, curriculum e progetto pedagogico, governance di sistema, monitoraggio e valutazione.

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