gennaio-febbraio 2018

tale integrazione, come approfondiremo nella prossima sezione, e conseguentemente la cre- dibilità stessa del processo autovalutativo. Relazioni Proprio in relazione alle ultime conside- razioni svolte possiamo affermare che i pro- cessi di valutazione interna necessitano di entrare in una fase più evoluta del loro svi- luppo: occorre passare dallo «stato nascen- te» che ha caratterizzato le esperienze di questi anni - fatte di sperimentazioni, di esplorazione di percorsi, di entusiasmi e di delusioni repentine – ad una condizione di maturità, in cui radicarsi come parte di un sistema di valutazione organico e plurale. Si tratta di muovere verso un’integrazione più robusta tra valutazione interna e valutazio- ne esterna sviluppando le condizioni che as- sicurano la loro coesistenza, in modo da su- perare il dilemma paralizzante suggerito da David Nevo: « Tutti temono la valutazione esterna, ma nessuno si fida della valutazio- ne interna». In questo scenario si colloca e acquista uno dei suoi significati chiave il Si- stema Nazionale di Valutazione avviato (fi- nalmente) anche nel nostro paese. Le due forme di valutazione, quella in- terna e quella esterna, si caratterizzano in- fatti per alcune peculiarità. Da un lato una valutazione interna può rafforzare la valu- tazione esterna in molteplici direzioni: • affinare la sensibilità della valutazione esterna in rapporto alle peculiarità e ai tratti contestuali della singola scuola; • arricchire e calibrare, in rapporto ai pro- cessi reali e alle condizioni di contesto, la lettura e l’interpretazione dei risultati; • favorire l’impiego dei risultati della valu- tazione in funzione della regolazione e della progettazione della propria attività organizzativa ed educativa; • coinvolgere in prima persona gli attori della formazione nella verifica del proprio operato. Dall’altro la valutazione esterna consen- te a quella interna di: • disporre di parametri di riferimento co- muni e di indici di comparazione utili a LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 32 posizionarsi; • stimolare processi autovalutativi in grado di esplorare in profondità e comprendere il profilo emergente dall’osservazione esterna; • legittimare il valore e il grado di confiden- za dei processi autovalutativi attraverso il confronto con altri dati ed opinioni; • potenziare l’impatto e il grado di utilizza- bilità dei processi di autovalutazione in rapporto agli scopi e alle conseguenze connesse ad una valutazione esterna. La tavola che segue riassume i principali attributi delle due prospettive valutative, che si riflettono nei pregi e nei limiti finora evidenziati. Proprio i caratteri complementari che contraddistinguono le due forme di valuta- zione chiariscono e giustificano la necessa- ria integrazione tra di esse; una esigenza avvertita e condivisa da tutti coloro che si occupano di questi temi e che possiamo sintetizzare richiamando ancora una volta ESTERNA Decentramento punto di vista Parametri di riferimento comuni Status differente Valori estranei Dialogo a distanza con i decisori Imparzialità del giudizio INTERNA Valorizzazione significati contestuali Intensificazione processi di analisi Status simile Valori condivisi Dialogo continuo con i decisori Coinvolgimento degli attori (5) Esempi di percorsi autovalutativi si possono trovare in M. C ASTOLDI (a cura di), Qualità a scuola, Roma, Ca- rocci, 2005.

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