gennaio-febbraio 2018
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 24 mente - le qualità formali, né le scelte stili- stiche, in quanto non sono considerati mo- delli di scrittura (Boscolo, Zuin). E tuttavia, tenuto conto che la gestione delle informazioni oggi più che mai deve basarsi non tanto su un generico spirito cri- tico, quanto sulla conoscenza delle modali- tà con cui sono costruite e diffuse, e sul- l’abilità di interrogare testi, ipertesti, con- testi e scopi, la tipologia espositiva, nelle sue versioni continua – non continua e mi- sta, e nei suoi vari generi, dovrebbe diven- tare uno dei fondamentali oggetti di svilup- po della competenza di lettura. Quanto alla scrittura, gli aspetti sui quali è urgente lavorare attengono alla scrittura co- me processo che si sviluppa per fasi, come prodotto complesso in cui si integrano molti piani e operazioni, come produzione, oltre che di testi propri, anche di testi da testi. Tra le fasi del processo (comprensione delle consegne - individuazione dell’argo- mento, del compito, della tipologia testua- le-; inventario delle idee/ricognizione delle conoscenze; pianificazione; stesura della prima copia, revisione, stesura della secon- da copia; rilettura) alcune sono già oggi og- getto di didattica intenzionale ed esplicita, altre molto meno, in particolare la com- prensione delle tracce e la revisione, cioè quelle senza le quali non si dà vera compe- tenza di scrittura in quanto richiedono, la prima l’autonomia nel comprendere il testo istruzionale, la seconda la capacità di og- gettivazione del proprio testo. Quanto ai piani della scrittura (organizza- zione del contenuto; scelta del registro e del lessico; morfologia e concordanze, sintassi della frase e del periodo; controllo della coe- sione; criteri di testualità; grammatica del testo), per la difficoltà di tenerli tutti sotto controllo nella loro specificità e nel loro inte- grarsi, richiedono una didattica che, per gra- di, li presenti tutti singolarmente. Gli studenti dovrebbero cioè lavorare, e imparare a farlo, tanto sulla scrittura come prodotto finito quanto sulle singole fasi e sui singoli piani, eseguendo compiti circo- scritti ed esercitandosi in modo personaliz- zato su quelli maggiormente ostici. In que- sto modo avrebbero più probabilità di ac- quisire strategie per portare a termine con successo la composizione di un testo. Riguardo alle categorie testuali, quella dei testi propri dovrebbe comprendere an- che le tipologie espositiva e istruzionale / regolativa, nelle forme continue e non con- tinue, mentre a quella dei testi da testi do- vrebbe essere riservato un curricolo vertica- le specifico. Non più testi con funzione pro- pedeutica allo scrivere o allo studio ma ve- ra e propria articolazione della competenza di scrittura da curare con la stessa attenzio- ne che si riserva ai testi propri, narrativi, argomentativi, o espressivi che siano. Le abilità dovrebbero consistere nel comporre parafrasi, riassunti e sintesi varie su testi di diversa tipologia, nello schematizzare e prendere appunti in più modi, nel riscrivere – espandere, trasformare, convertire- testi altrui, nel passare dall’orale allo scritto e viceversa: il tutto sulla base di criteri decisi consapevolmente dallo studente o su vincoli assegnati dal docente. Con tutto ciò, non si pensi che quello configurato sia il curricolo per una lingua appiattita sulla comunicazione e la meta cognizione, priva di profondità, arte, cultu- ra, una lingua assimilabile a qualsiasi altra… Così non è, naturalmente, e non solo perché anche le opere letterarie si possono mag- giormente apprezzare se si comprende che a renderle emozionanti sono, oltre ai temi e argomenti, le scelte linguistiche e testuali operate dagli autori. L’approccio scientifico allo studio della lingua e la consa- pevolezza nel gestirne i molteplici usi non pos- sono che ar- ricchirla di nuovi, sor- prendenti valori, quelli appunto del- l’ingegno che si pro- fonde nella ricerca e della mera- viglia che si prova nella scoperta.
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