gennaio-febbraio 2018

L’ITALIANO CONTEMPORANEO E LA DIDATTICA Elvira Zuin, Docente ricercatore IPRASE Trento L’ insegnamento dell’italiano si colloca attualmente all’interno di un conte- sto linguistico profondamente cam- biato rispetto ad un passato anche recente. Nell’italiano contemporaneo le strutture lessicali e morfosintattiche, le organizzazio- ni testuali, le relazioni tra parlato e scritto sono soggette a mutamenti talmente rapidi e significativi che è difficile descrivere trat- ti permanenti e specifici delle varietà in cui si articola. Le ragioni alla base di questo fenomeno sono molteplici. Il contesto socioculturale promuove funzioni diversificate della lingua italiana (lingua materna o lingua di casa- lingua prima, lingua di studio – di scuola, lingua ufficiale di esercizio della cittadinan- za, lingua di cultura), i media e le tecnolo- gie digitali inducono usi che modificano e determinano regole, la diffusione di altre lingue alimenta la tendenza al prestito lin- guistico, adattato e non, e induce a privile- giare strutture traducibili, espungendo quelle più peculiari. Dal punto di vista della norma, il processo di ri-standardizzazione è continuo (Fornasiero) e richiede di aggior- nare frequentemente le regole, eliminando gli elementi non più praticati e accreditan- done altri sulla base dell’accettabilità da parte dei parlanti. Lo stesso fatto che la lingua italiana sia usata da tutti e diffusa in ogni settore della vita sociale, economica e culturale, se da un lato la arricchisce quanto a lessico d’uso quotidiano e specifico, strutture sintattiche e testuali, scopi comunicativi, dall’altro mette in crisi modelli grammaticali costruiti sostanzialmente sulla lingua scritta e in par- ticolare su quella storicamente tramandata attraverso testi di registro alto. Una lingua a più funzioni, tutte fondamen- tali, ma anche una delle tante che saranno parlate nel futuro e continuerà ad evolvere velocemente, potrà compor- tare che i singoli non com- petenti assumano acritica- mente e automaticamente usi imposti da altri, oppure si tenda a ricercare in cia- scuna lingua solo gli elemen- ti di traducibilità con conse- guente perdita secca di quelli di originalità, ma an- che che si arrivi a costruire veri curricoli plurilingui, nei quali sia la traducibilità sia l’originalità siano coltivate. Questo richiederà un raf- forzamento generale delle competenze lin- guistiche degli studenti che, ad un tempo, dovranno assumere maggior rigore e consa- pevolezza nell’utilizzare lo strumento lin- gua, affinare le capacità di traduzione e di riconoscimento delle somiglianze e diffe- renze tra le lingue. Richiederà, anche, da parte degli inse- gnanti di italiano, lo sviluppo di un approc- cio scientifico alla lingua, sia nell’osserva- zione dei fenomeni, sia nella ricerca di me- todologie, prassi didattiche, sistemi e stru- menti di valutazione. 21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018

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