gennaio-febbraio 2018

19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 zionali emanate per le scuole italiane ( dalle Indicazioni per il curricolo – testo 2012 nel capitolo «L’organizzazione del curricolo»). Il primo dei presupposti riguarda l’idea di curriculum che assume, nell’esperienza a cui fanno cenno, un significato più ampio di quello che normalmente viene inteso nelle scuole o nel sentire comune: un in- sieme ordinato e progressivo di contenuti disciplinari. Il Curriculum, così come è stato assunto dal gruppo di ricerca, è dato dall’insieme delle scelte spirituali, formative, culturali e didattiche, cioè è sinonimo dell’intera pro- posta educativa (offerta formativa contenu- ta nel PTOF) che viene proposta in tutte le scuole della Rete Gesuiti Educazione: il cur- riculum indica l’identità e la missione di ogni scuola della Compagnia nel tessuto quotidiano della vita di ogni scuola della Rete. Le caratteristiche fondamentali del Profilo dello studente Il gruppo di ricerca ha affrontato inoltre, raccogliendo l’esperienza internazionale dei suoi membri e le indicazioni della Compa- gnia di Gesù attraverso documenti ufficiali in tema di educazione, la definizione del Profilo dello studente da garantire al termi- ne del percorso di studi. E questo è il se- condo presupposto. Nel testo delle Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo si precisa che: «Il profilo descrive, in forma essenziale, le competenze riferite alle discipline di inse- gnamento e al pieno esercizio della cittadi- nanza che un ragazzo deve mostrare di pos- sedere al termine del primo ciclo di istru- zione». Il gruppo di ricerca propone una nuova e propria elaborazione del Profilo mantenen- dolo però formulato per competenze e que- sta impostazione costituisce una svolta im- portante nel modo di concepire l’obiettivo di una scuola. Non ci si pone più nella prospettiva di cosa lo studen- te deve sapere alla fine del proprio percorso di studi, ma quali competenze deve ave- re per abitare e affrontare questo nostro complesso mondo.E il profilo dello stu- dente ignaziano così definito rappresenta la sintesi tra l’eccellenza umana e l’eccel- lenza accademica. Con questa impostazione, promuovere competenze si- gnifica far acquisire allo stu- dente la capacità di affrontare i problemi che la sua esperienza di vita gli può presen- tare ed anche quella di riuscire a connette- re le esperienze di apprendimento scolasti- co con le situazioni di vita, lavorare sui le- gami piuttosto che sulle fratture tra scuola e vita. Ma come? Il terzo presupposto condiviso dal gruppo di ricerca si fonda sull’idea che la formazio- ne non si esaurisce nel semplice accumulo di nozioni nei vari campi del sapere, ma aiuta l’allievo nell’individuazione di quelle Aree di Responsabilità che oggi caratteriz- zano e definiscono l’educazione integrale intesa come educazione ecologica ( come afferma l’enciclica di papa Francesco, Lau- dato si’) e che sta alla base della formazio- ne alla cittadinanza globale, fondata sul- l’eccellenza umana. In sintesi la formazione di una «cittadi- nanza globale» richiede da un lato lo svilup- po di conoscenze, di abilità, di competenze e di « disposizioni interne stabili» (atteggia- menti, significati, valori) e dall’altro lo sforzo di attuare una didattica orientata

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