Gennaio-Febbraio 2017

41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 ta, il divario generazionale con gli studen- ti è molto forte ed appare abbastanza cri- tico il ricambio con giovani insegnanti di recente formazione; • la professione docente attrae sempre meno giovani di qualità e ancora meno di sesso maschile; • il prestigio sociale degli insegnanti continua a declinare; • la professione logora e i dati sul bur- nout e quelli sull’assenteismo, nei paesi in cui sono disponibili, sono sensibilmente più alti rispetto a quelli riscontrati tra la popolazione lavorativa in genere. Ma se soltanto ogni docente si fermasse a ragionare sul ruolo e sulla valenza pre- gnante di ciò che essere educatori oggi si- gnifica, le statistiche sarebbero di altra valenza. Il legislatore nel conferire libertà al do- cente nell’insegnamento quasi idealmente sembra voglia consegnargli il futuro della società. Niente di prestabilito, nessuna regola il docente può e deve educare alla libertà. La dottrina maggioritaria ritiene giusta- mente che la libertà di insegnamento, in presenza di un’esplicita dichiarazione co- stituzionale, deve ritenersi totalmente e imprescindibilmente tutelata, una prero- gativa assolutamente svincolata da posi- zioni rigide e prestabilite: gli unici limiti che alla sua naturale esplicazione sono costituiti dal rispetto dal buon costume, dall’ordine pubblico e dalla pubblica inco- lumità. Difficilmente definibile a priori è l’am- bito concettuale del buon costume in quanto strettamente collegato alla contin- genza storica e al quadro di valori accolti dalla collettività sociale. Per opportunità condivisa, si possono far rientrare tutti quegli atti o fatti che in un dato momento storico suscitano scan- dalo o allarme sociale, violando il comune senso del pudore o la coscienza collettiva. Il rispetto dell’ordine pubblico si tradu- ce nel divieto di introdurre, per mezzo dell’insegnamento, elementi di turbativa sociale e di propaganda sovversiva per le istituzioni dello Stato. Il limite della pubblica incolumità attie- ne, infine, allo svolgimento di tutte le at- tività soprattutto quelle laboratoriali che si accompagnino all’insegnamento (attivi- tà tecniche o di laboratorio) e che, quan- do svolte senza le normali cautele, sono potenzialmente pregiudizievoli per l’inte- grità fisica e la salute degli alunni. Il legislatore ha provveduto, inoltre, ad identificare quali ulteriori limiti alla liber- tà d’insegnamento il rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola, nonché il rispetto della coscienza morale e civile degli alunni (artt. 1-2 D.Lgs. 297/1994). Rispettando tali limiti e le disposizioni normativo/sociali la libertà di insegna- mento diventa pienamente lo strumento attraverso il quale dare corpo ai diritti del discente: diritto all’apprendimento, dirit- to alla continuità dell’azione educativa, diritto alla diversità. È noto che la qualità e i risultati di un sistema educativo sono influenzati da un insieme di variabili molto complesse: • i talenti e l’impegno individuale, • l’ambiente familiare e socio-economi- co degli studenti, • l’ambiente e i servizi scolastici, • i programmi di studio, • la quantità di risorse investite. Ovviamente la qualità dell’insegnamen- to, che risulta strettamente correlata alla professionalità degli insegnanti, rimane il fulcro essenziale intorno al quale ruota l’intero sistema educativo.

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