Gennaio-Febbraio 2017
istituzioni e esperti. Per questo altro aspetto fondamentale è la formazione degli insegnan- ti. La formazione deve portare l’educatore a porsi delle domande, a mettersi in discussio- ne e a capire che esistono differenze tra le persone e che i diversi alunni hanno interessi, potenziali, necessità, capacità, competenze, storie e vissuti socio-economico, che produ- cono la loro singolarità. L’inclusione dovreb- be essere proposta come un lavoro con la di- versità in aula , che includa la diversità nel gruppo di tutti e, che lavori con ciascun alun- no e nello stesso tempo segua tutto il gruppo. Inoltre la scuola inclusiva deve ricercare adattamenti curricolari che assicurino un’educazione di qualità per tutti . Gli adat- tamenti curricolari s ono modifiche e strate- gie che vengono introdotte dagli insegnanti per andare incontro alle necessità specifiche degli alunni. Le modifiche riguardano i cam- pi relazionali, materiali contenuti del pro- gramma, e hanno lo scopo di favorire l’in- clusione, valorizzare le capacità e le poten- zialità, evitare sia l’insuccesso nel processo di insegnamento/apprendimento sia la con- centrazione sulle differenze e i limiti di chi impara. Come afferma Carmen Lucia Gabar- do Pellanda in «Imparare a includere», per facilitare il processo di apprendimento, le caratteristiche curricolari devono fondarsi sulla flessibilità, l’accomodamento e il lavo- ro simultaneo, cooperativo e partecipativo: «La flessibilità che porta al rispetto dei tempi di apprendimento, del grado di astra- zione e di conoscenza di ogni alunno. L’ac- comodamento comporta una programmazio- ne delle attività che tenga conto delle ca- ratteristiche di tutti gli alunni. Il lavoro si- multaneo, cooperativo e partecipativo pre- vede la partecipazione degli alunni con Bi- sogni Educativi Speciali alle stesse attività svolte da tutti gli altri compagni, anche se non nella stessa intensità, nello stesso mo- do o con lo stesso di grado di astrazione». Un’altra caratteristica importante per una scuola inclusiva è quella di poter contare su un’équipe amministrativa e pedagogica at- tenta e competente, atta a sviluppare moda- lità di mutuo sostegno e collaborazione, che coinvolga gli insegnanti di tutte le aree, pro- muovendo negli insegnanti l’idea che tutti gli alunni sono «nostri» alunni, e portando tutto il gruppo a cercare strategie alternative. Essenziale è anche avere a disposizione sostegni e servizi specializzati per l’inter- vento con gli alunni che ne hanno bisogno e avere la collaborazione di tutta la comunità scolastica, per l’efficacia miglioramento del processo di insegnamento/apprendimento. A partire dal momento in cui si verifica la necessità di riformulare le pratiche peda- gogiche e riflettere su di esse, si avvia un processo di trasformazione della scuola tra- dizionale, chiusa in nozioni prestabilite, passando a una scuola più aperta e accessi- bile al nuovo pensiero pedagogico. Stiamo facendo i passi avanti verso una scuola che prenda in carico le differenze individuali di tutti gli alunni. Alcuni progressi sono stati fatti ma altri sono ancora da fare. È fonda- mentale riqualificare la scuola affinché con- tinui ad assolvere la funzione che le è pro- pria. Oggi sono sempre più numerosi gli in- segnanti che stanno interiorizzando il pen- siero e il modello di inclusione scolastica. Certamente per cambiare serve molto di più dell’indignazione, del politicamente corret- to. Per cambiare bisogna osare, trasgredire, rompere, rivedere, rifare. Ma occorrono an- che risorse e finanziamenti. Per cambiare non basta la volontà del cambiamento e l’impegno della scuola. Molte scuole in tut- to il Paese sentono già il bisogno di cambia- re direzione, per la grande varietà di situa- zioni che sono chiamate ad affrontare nel loro quotidiano. Tali scuole, nonostante le grandi difficoltà che devono affrontare, si stanno gradatamente trasformando in scuo- le inclusive. Spetta alla scuola, in quanto un’istituzione che deve assolvere la missione culturale di- dattica, organizzativa, di ricerca sperimenta- zione e sviluppo, offrire risposte e strumenti diversi e adeguati alle singolarità, che attui- no l’inclusione. Ma la scuola da sola non può autonoma- mente reperire tutte risorse per assolvere alla sua missione. Di fronte a queste tra- sformazioni radicali, lo Stato deve sostene- re la scuola e aiutarla nel suo processo di rinnovamento, garantendo personale e ri- sorse finanziarie adeguate per rispondere a quello per cui è chiamata a fare: un’educa- zione inclusiva. 39 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017
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