Gennaio-Febbraio 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 38 gnanti. L’esclusione ha penalizzato e a volte continua a penalizzare gli alunni che non ri- spondono al profilo predeterminato dalla scuola stessa, che esalta la valorizzazione di un certo tipo di intelligenza e di certe capa- cità rispetto alle altre, come quella di ap- prendere tutto e velocemente. Determinan- do il profilo di un buon alunno, si determina ciò che è la normalità, e di conseguenza ciò che è anormale. Pertanto in passato, tutto ciò che non rientrava in questa categoria, veniva allontanato, per essere perfezionato al di fuori di essa e dunque escluso. In que- sto contesto la differenza ha assunto un ruo- lo negativo. Quando un alunno diverso dal- l’alunno modello viene incluso in una classe, si deve confrontare con questo sistema poco flessibile, che non offre una grande apertura a una programmazione che possa andare in- contro alle sue necessità specifiche. Il superato metodo globale, ritenendo che tutti pensino, imparino, sentano nello stesso modo, ed abbiamo bisogno delle stesse cose, rendendo più evidenti le diffe- renze, ha fallito nella sua funzione. La scuola deve ripensare i propri valori e modelli riguardo alla diversità e uguaglian- za, per comprenderle come unità. Dinnanzi alla pluralità che caratterizza il contesto scolastico di oggi, è necessario che la scuola diventi sempre più inclusiva, accogliendo bambini con condizioni fisiche, intellettuali, sociali, emozionali e sensoriali diverse, bambini dotati, bambini di strada, prove- nienti da popolazioni nomadi, da minoranze linguistiche, etniche o culturali e tutti i bambini che hanno bisogno di metodi e strategie di apprendimento differenziate. Una società che sia veramente democra- tica deve preoccuparsi di garantire l’ugua- glianza e la libertà, rifiutando tutte le disu- guaglianze sociali e qualsiasi forma di esclu- sione. Questa affermazione porta a riflette- re sulle sfide che devono essere affrontate per rendere la società veramente inclusiva. Prima di tutto, per riqualificare l’educa- zione scolastica e garantire sia il successo nell’apprendimento a tutti sia un progetto pedagogico che offra la possibilità di riscat- tare cittadinanza e il diritto dell’alunno, occorre eliminare le barriere architettoni- che che impediscono ancora l’accesso delle persone con disabilità, rendendo loro diffi- cile anche l’esercizio della cittadinanza. In- fatti la maggioranza delle scuole è stata co- struita in un’epoca in cui le persone con di- sabilità erano segregate. Secondariamente, la scuola dovrebbe in- novarsi e trovare nuove misure metodologi- che più includenti. Una scuola inclusiva po- ne al centro della sua attenzione l’alunno, partendo non dai suoi limiti, ma dalle sue potenzialità, competenze e capacità, che gli permettono di svilupparsi come cittadi- no. È importante dare priorità alle attività a cui l’alunno risponde positivamente, cioè partire da quelle che sono potenzialmente produttive per lui. Un’educazione inclusiva deve favorire lo sviluppo dell’autostima del- l’alunno, evitando un clima competitivo, dove vengono attribuite delle etichette a coloro i quali non si inquadrano nei modelli attesi. Una rinnovata modalità di lavoro de- ve basarsi sulla decentralizzazione della fi- gura dell’insegnante, per promuovere l’atti- va partecipazione e contributo di ogni alun- no in una determinata conoscenza, sosti- tuendo così quelle prassi didattiche in cui l’insegnante resta l’unico incaricato a tra- smettere le stesse informazioni agli alunni, nello stesso tempo e modo. Questa modali- tà decentralizzante è importante per gli alunni: tutti apprendono, senza sentirsi de- motivati e penalizzati, in quanto non sono paragonati al modello dato e ai compagni. Tale modalità di lavoro sicuramente preve- de gli obiettivi comuni, ma considera anche lo sviluppo individuale, le differenze esi- stenti e i ritmi di ciascuno senza dimentica- re lo sviluppo del gruppo, presupposto fon- damentale perché avvenga l’identità socia- le, che permette di essere accolti sulla base della somiglianza. Spesso l’apprendimento avviene nelle si- tuazioni più diverse e per questo l’insegnante ha bisogno di risorse e metodi diversificati, che vadano incontro alle reali necessità e bi- sogni. Alcune volte l’inclusione scolastica vie- ne messa in atto con competenza e serietà. Altre volta capita che alcune scuole e profes- sionisti si rifiutano di modificare le loro prati- che educative, poiché credono che lavorare con alunni con bisogni educativi speciali, sia un compito riservato a un gruppo ristretto di

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