Gennaio-Febbraio 2017

UNA SCUOLA INCLUSIVA Roberta Alfieri, Docente di sostegno 37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 N on si può pensare all’educazione e al- l’insegnamento senza riflettere sulla società in cui viviamo. La società di oggi è una società globalizza- ta che ci porta a pensare erroneamente che siamo tutti uguali e proprio per questo la dif- ferenza salta agli occhi, diventando spesso motivo di esclusione. Ogni uomo è differente dall’altro, si distingue per proprie caratteri- stiche biologiche, culturali, storiche. Gli es- seri umani di oggi lottano per la differenzia- zione. Si raggruppano sulla base di diversità e somiglianze, hanno paura di ciò che non è uguale a loro e di ciò che è diverso perché non lo conoscono, si difendono dalle minacce di altri gruppi, che hanno un’altra storia, al- tre caratteristiche, altri linguaggi, altre tra- dizioni, altri usi e costumi. Ma proprio quest’identità di gruppo e di società che ap- parentemente è positiva, crea l’esclusione. La vita sociale di oggi, ruota intorno a co- dici ristretti e regole severe. Viviamo in una società in cui conviviamo con persone che pensano e agiscono in vari modi diversi e con cui condividiamo spazi. Nonostante tutto questo esercizio sociale di convivenza, di condivisione e di relazione con il diverso, le persone vorrebbero che tutto fosse confor- me, omogeneo, uguale, diventando così una società escludente. Esclude chi è grasso, chi è magro, esclude i comportamenti o costumi diversi e anche chi è portatore di deficit. Vi- viamo in una società in cui vince chi ha le qualità di chi è innovatore, audace e dinami- co. Tutti gli altri sono i perdenti, gli esclusi. Il modello di normalità è di una rigidità in- sopportabile. Accanto a questo forte indivi- dualismo, si fa strada la nozione etica del politicamente corretto. Ma per cambiare ser- ve molto di più dell’indignazione, del politi- camente corretto e della volontà del cam- biamento. Per cambiare bisogna osare, tra- sgredire, rompere, rivedere, rifare. Di fronte a tale realtà sociale, spetta alla scuola offrire risposte e strumenti diversi e adeguati alle singolarità. In che modo? Con quali metodologie? Quali strategie? Il libro «Imparare a include- re. Riflessioni ed esperienze per una scuola inclusiva» dell’Erickson è un libro interes- sante, da cui si possono prendere spunti di riflessione e suggerimenti utili per attuare un’educazione inclusiva. La funzione della scuola è sociale e demo- cratica, pertanto deve rendere i suoi modelli flessibili per adempire ai suoi compiti: co- struire conoscenze, trasmettere informazio- ni, promuovere la socializzazione, offrire strumenti che abilitano alla cittadinanza e promuovere la democrazia. Di fronte ai gran- di mutamenti derivati dal processo di globa- lizzazione economica e culturale, l’educazio- ne ha il dovere di estendere a tutti il concet- to di cittadinanza . La scuola è lo spazio in cui gli alunni sono formati alla cittadinanza, per poi esercitarla in uno spazio sociale più ampio. Un cittadino è una persona capace di collaborare con gli altri, rispettare e preser- vare il patrimonio. Il processo educativo si deve legare ai principi di equità, costruzione di una società democratica che rispetti la di- versità e sappia convivere con le differenze etniche, religiose, culturali, socioeconomi- che, linguistiche, di capacità, che caratteriz- zano i gruppi umani. Una scuola inclusiva ha come obiettivo un’educazione di qualità per tutti, nel rispetto di tutte le differenze e nell’evitamento di qualsiasi meccanismo di esclusione preconcetto o etichetta. Oggi l’appello della società è quello che la scuola includa. Per molto tempo la scuola ha escluso: prima con l’istituzione della scuola differenziale, poi aprendo le porte agli alunni con disabilità, ma senza preparar- si a farlo, non garantendo loro le condizioni necessarie all’educazione. Di fatto, ha conti- nuato a sviluppare i programmi prestabiliti, di impostazione intellettualista, i cui effetti si sono rivelati escludenti, a causa, tra l’al- tro, della carenza dì formazione degli inse-

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