Gennaio-Febbraio 2017
33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 di questo tipo debba frequentare, in sede di prima formazione universitaria, almeno un semestre di diritto costituzionale e poi si renda disponibile a coordinare, per questa tematica, il lavoro del consiglio di classe in cui opera, dilatando eventualmente le sue competenze di animatore e di consulente (si parla di «figure di sistema») anche nel- l’ambito di quelle «reti di scuole» che si vanno costruendo nelle diverse realtà terri- toriali. Le dotazioni organiche previste dal comma 201 dovrebbero consentire un’utiliz- zazione opportuna del personale docente, anche in riferimento al tema indicato. 6) quello delle iniziative assunte delle Direzioni degli USR , a cominciare dalla Di- rezione Generale della Lombardia (Linee d’indirizzo dell’USRL per Cittadinanza e Co- stituzione, 12.2.2014, prot. MIUR AOODRLO 2614). Il corso svolto nel 2014-2015 ha visto la partecipazione di 180 persone iscritte, cui è stato consegnato un attestato di par- tecipazione, sul tema Le figure di sistema per Cittadinanza e Costituzione. 7) quello del «governo» dell’autonomia scolastica (L. 15.3.1997, n. 59, DPR 8.3.1999, n. 275, L. 13 7 2015, n. 107), che è stata finora variamente utilizzata dalle singole scuole: alcune ritengono di fatto ab- bandonata e non più scolasticamente rile- vante l’educazione civica (anche se aggior- nata come C&C), altre, ritenendosi abilitate a interpretare e attuare la legge 169, hanno deliberato un orario e un voto distinto per C&C, i cui esiti sono riportati anche nelle pagelle degli studenti. Il punto più debole, che andrebbe rinfor- zato, è il quarto. Il supporto offerto da un gruppo di validi esperti ministeriali alle scuo- le che si collegano in rete per la prima at- tuazione delle Indicazioni, non ha messo a fuoco se non occasionalmente questa proble- matica, che rischia di restare marginale, mentre potrebbe dare dignità e stabilità ad un insegnamento che ora vivacchia negli in- terstizi delle discipline, rischiando di scadere nella retorica dell’Inno, nella raccomanda- zione del superfluo, nella sottovalutazione della posta in gioco o nell’evento occasiona- le riservato a piccole minoranze di scuole sensibili al problema. Serve perciò una nor- ma che richiami l’art. 1 della legge 169. Spunti per una didattica di Cittadinanza e Costituzione Pensiamo anzitutto agli obiettivi educati- vi che si dovrebbero perseguire con Cittadi- nanza e Costituzione: 1) In primo luogo far conoscere, con ap- profondimenti e ampiezza di orizzonti pro- porzionati all’età dei ragazzi, in situazioni e con modalità pedagogicamente qualificate, sia i principi, i valori, i diritti e i doveri che ci competono in quanto persone, cittadini e lavoratori, sul piano familiare, associativo, locale, nazionale, europeo e mondiale, sia gli ordinamenti e le norme fondamentali che caratterizzano la nostra «cittadinanza plurale», attraverso l’accostamento e lo studio della storia, della geografia, del di- ritto e dell’economia (dove presenti), an- che con riferimenti alla cronaca e alla vita quotidiana, in costante riferimento alla Di- chiarazione universale dei diritti umani e alla Costituzione italiana, oltre che alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE (Trattato di Lisbona). 2) In secondo luogo promuovere iniziati- ve di vita sociale, di lavoro comune e di partecipazione per motivare i ragazzi a vi- vere la cittadinanza attiva, in riferimento alle competenze sociali e civiche , così come sono analiticamente presentate nella Racco- mandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18.12.2006. 3) In terzo luogo aiutare i ragazzi a cono- scere se stessi e gli altri e a utilizzare le esperienze vitali e la cultura, per affrontare i compiti di sviluppo che devono in qualche modo eseguire per crescere e per concorre- re a vincere le sfide poste dai problemi ine- diti che dovranno affrontare. Penso anche alle tematiche interessanti dei vissuti e del- le esperienze di vita dei ragazzi, in rapporto a tutto ciò che fa problema, per esempio sul tema dell’identità sessuale e delle pari op- portunità, e che va affrontato con apertura critica, con discrezione e ragionevolezza. 4) In quarto luogo distinguere il ruolo, i valori e i limiti delle norme esistenti (ri- spetto consapevole della legalità), com- prendere i limiti e la necessità delle istitu- zioni e dell’impegno politico necessario a farle funzionare e a renderle migliori, fa-
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