Gennaio-Febbraio 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 32 re le indicazioni generali della legge. Il co- mico Bertolino dice che l’educazione civica è stata sostituita dall’«educazione cinica dei reality ». Ci sono scuole che hanno utilizzato l’au- tonomia costituzionalmente loro garantita per uscire dall’ambiguità, dando un carat- tere disciplinare a Cittadinanza e Costitu- zione, con un orario settimanale, che com- prende sia l’insegnamento della Costituzio- ne, sia iniziative di approfondimento dei va- lori costituzionali, prevedendo anche un giudizio specifico in pagella. Ma senza un supporto autorevole, a scuola si trova sem- pre qualcosa più «utile» della Costituzione, che finisce nel sottoscala del curricolo. Un promemoria per il legislatore delegato dalla legge 107/2015 In sintesi si tratta di riconoscere, di valo- rizzare e di raccordare fra loro almeno set- te livelli istituzionali: 1) quello della Costituzione , che fra l’al- tro finalizza tutto l’ordinamento al pieno sviluppo della persona umana e all’effetti- va partecipazione di tutti i lavoratori al- l’organizzazione politica, economica e so- ciale del Paese; 2) quello della legge 169/2008 , che im- pegna il Ministero ad attivare «attività di sensibilizzazione e di formazione del perso- nale (della scuola), finalizzate all’acquisi- zione, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, delle conoscenze e delle compe- tenze relative a «Cittadinanza e Costituzio- ne», nell’ambito delle aree storico-geogra- fica e storico sociale e del monte ore com- plessivo previsto per le stesse»; tale temati- ca è integrata dalla legge 222/2012 , che prevede l’organizzazione di «percorsi didat- tici finalizzati ad informare e a suscitare la riflessione sugli eventi e sul significato del Risorgimento, nonché sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale, alla scelta dell’Inno di Mameli e della bandiera nazionale e all’approvazione della Costitu- zione, anche alla luce dell’evoluzione della storia europea»; 3) quello delle Indicazioni nazionali ema- nate prima con regolamenti per il secondo ciclo (DM 16.11 2012 n.254 15.3.2010, nn. 87,88,89), poi per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo (DM 16.11.2012,n.254), che fanno esplicito riferimento a C&C, sen- za peraltro offrire un supporto orientativo e organizzativo, per ciò che riguarda, per esempio , la possibile valorizzazione a que- sto scopo delle ore affidate all’autonomia delle scuole, e alla valutazione dei risulta- ti, anche per quanto riguarda le conoscenze e le competenze sociali e civiche (Racco- mandazione del Parlamento e del Consiglio Europeo, 18.12.2006, punto 6 delle compe- tenze chiave), da raggiungersi nei diversi ordini e gradi di scuola; 4) quello delle Circolari della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia, che, con la CM 11.12.2008, n. 100 e la CM 27.10.2010 n.86, ha fornito preziosi chiarimenti, la cui effi- cacia, peraltro, era stata prevista solo per l’anno scolastico 2010-2011. Questo limite ha lasciato incerte le scuole circa l’effetti- va volontà dell’Amministrazione attiva, che frattanto si è impegnata, con la Direzione Generale per lo studente e la partecipazio- ne, a supportare validamente singole inizia- tive progettuali, anche in collaborazione con Camera e Senato, e con una serie di convenzioni e protocolli d’intesa con Autori- tà di alta caratura istituzionale sui temi della legalità, ma tutto ciò sul piano della volontarietà; 5) quello dei programmi di concorso a posti d’inse gnamento previsti dal DM 21. 9. 2012 n.80, che, per le classi A043 e A050 , afferma: «Per quanto attiene all’ educazione civi- ca , anche alla luce della recente normativa relativa a Cittadinanza e Costituzione come competenza trasversale alle discipline, il candidato dovrà dimostrare di avere chiara conoscenza delle finalità di questo insegna- mento, che, in più stretto rapporto con la storia e la geografia, è essenziale per la formazione della coscienza sociale e civile del cittadino . Il candidato dovrà pertanto dimostrare di conoscere la Costituzione ita- liana e di saperne illustrare gli articoli, alla luce degli avvenimenti storici che l’hanno preparata e dei concetti giuridici e filosofi- ci che l’hanno ispirata». Appare logico pensare che un insegnante

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