Gennaio-Febbraio 2017

31 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 scita di queste fondamentali dimensioni, che sono state elaborate rispettivamente e poi sinergicamente nella cultura cattolica, in quella laica e liberale e in quella sociali- sta e comunista. Piero Calamandrei diceva che la scuola è organo dello Stato, più dello stesso Parlamento, proprio in quanto «pro- duttrice» di uomini, che tra l’altro dovran- no anche far funzionare il Parlamento se- condo lo spirito e le finalità della Costitu- zione e non secondo gli interessi di qualcu- no, a detrimento del pubblico bene, come spesso succede, alimentando il pericoloso sentimento dell’antipolitica. Ci possiamo chiedere allora se non ci siano re- sponsabilità specifiche della scuola, non solo per i risultati scadenti degli apprendimenti d’italiano, matematica, scienze, lin- gue, ma anche per lo scar- so «capitale sociale» di cui si dispone. Queste re- sponsabilità sono sia dei legislatori sia degli ammi- nistratori sia degli inse- gnanti: vanno richiamate non tanto per colpevoliz- zarsi, quanto per cercare di imprimere alla nostra scuola e al nostro paese quella svolta senza la quale lo spirito civico e le istituzioni de- mocratiche sono destinati ad un pericoloso declino. Il testo della Costituzione, disse rivolgen- dosi all’Assemblea Meuccio Ruini, presiden- te del Comitato dei 75, «benché non perfet- to né immutabile, è insieme anima e legge fondativa della nostra Repubblica democra- tica, il cui ordinamento fa tutt’uno con le ragioni storiche, culturali e morali che lo hanno ispirato». Fra queste ragioni, fin dai Principi fondamentali, si legittima a pieno titolo la partecipazione del Paese all’Unione europea e alle organizzazioni internazionali finalizzate ad assicurare la pace e a giusti- zia fra le Nazioni. La Costituzione è la bussola che serve al Paese per legiferare, per amministrare, per insegnare, per educare. Alla scuola offre un menu di valori (in senso informatico) che possono validamente rispondere alle emer- genze e alle miserie che affliggono la nostra vita sociale, a cominciare da quelle della famiglia e della scuola. Le carte nautiche da sole non ci garantiscono una buona navi- gazione, se il mare è in tempesta. Per que- sto sarebbe importante che le norme per la scuola prevedessero un’adeguata «cabina di pilotaggio», ossia uno specifico tempo scuo- la per scandagliare i fondali e studiare le rotte sulla base di questa carta di naviga- zione, prevedendo un mix fra disciplinarità e trasversalità dell’educazione civica, che la legge 169 ancora in vigore sintetizza nel- le conoscenze e compe- tenze relative a Cittadi- nanza e Costituzione. Fare bene scuola, in clima di autonomia, non significa insegnare tutto quello che è desiderabi- le, in modo esplicito, e neppure confinarlo nel li- bro dei sogni, ma tenere in vista e attivare, in classe e nelle assemblee, quei «discorsi» e quelle «attività» che rispondano ai bisogni che via via si manifestano nella vita scolastica, in riferimento alla formula illuminante della dignità uma- na, dei doveri e dei diritti che la Costituzio- ne riconosce e richiede, come condizioni per non ricadere nella dittatura e nella guerra. Non adeguatamente compresa e sostenu- ta, l’educazione civica è stata silenziosa- mente accantonata, nonostante il varo della legge 169/2008. Questa, come s’è visto, pur accompagnata da un Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di C&C (MIUR, 4.3.2009) e da una chiara cir- colare ministeriale in proposito (30.10.2010 n. 86 D.G. Mario Dutto), manca tuttora di raccordi fra legge,  Indicazioni nazionali  e atti amministrativi che diano certezze e supporti validi alle scuole. C’è insomma un vuoto che va colmato. In fondo è questo uno dei casi in cui abbiamo la legge, ma non il decreto applicativo, o meglio la stru- mentazione amministrativa utile a realizza-

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