Gennaio-Febbraio 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 30 RILANCIARE L’INSEGNAMENTO DELLA COSTITUZIONE E L’EDUCAZIONE CIVICA NELLA SCUOLA Luciano Corradini, Presidente nazionale emerito La presenza «carsica» della Costituzione nella legge 107 Durante il veloce percorso parlamentare voluto dal Governo Renzi (per attuare il grande progetto della «buona scuola», con- clusosi con la legge 13.7.2015 n. 107), cer- cai in vario modo di mettere a disposizione il lavoro fatto nelle istituzioni (scuole, uni- versità, CNPI, Ministero, organismi interna- zionali, fino alla Raccomandazione del Parla- mento Europeo e del Consiglio del 18 12 2006) in circa mezzo secolo sull’educazione civica, poi diversamente denominata, ma di fatto scarsamente rivitalizzata, con iniziati- ve talora prestigiose, ma sporadiche e can- gianti. Scrissi anche una lettera a una depu- tata che conosco e stimo (on. Ghizzoni), per ricordare al Legislatore che esiste negli ar- chivi della Camera un disegno di legge che voleva rinforzare la legge 169 rendendo ob- bligatoria «Cittadinanza e Costituzione», con orario e voto distinti. Questo testo era stato presentato nel 2009 senza successo da un gruppo di parlamentari, allora in mino- ranza, che si è poi trovato a guidare la mag- gioranza sostenitrice del Governo Renzi e poi del Governo Gentiloni. Perché non ricu- perare quel testo? Proposi anche una bozza di emendamento, che fu firmata da una ventina di senatori, ma che non poté essere discussa, per la richiesta di fiducia da parte del Governo, dato che i tempi si erano fatti stretti per i problemi relativi alla messa in ruolo dei docenti prevista dalla stessa legge. La cortese risposta che ho ricevuto preci- sava che l’onorevole continuava a condivi- dere la proposta nello spirito, ma che una nuova autonoma disciplina non rientrava nell’impianto del ddl su «la Buona Scuola». Tuttavia aggiungeva: «all’articolo 2, tra le priorità cui deve ispirarsi il POF triennale, e per il quale verrà attribuito l’organico fun- zionale aggiuntivo, vi è anche l’obiettivo di educare gli studenti alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva. Non è la soluzione migliore, forse, ma è un passo avanti». Spe- riamo che sia così, ma è triste il fatto che la legge 107/2015 non nomini mai né la leg- ge 169, né la stessa parola Costituzione. Il ministro Stefania Giannini, che mi ascoltò un paio di volte, di cui una al Ministero, quando riferì in Sala Conferenze sull’esito della consultazione nazionale, disse che ai primi posti fra le richieste di materie da in- trodurre o da potenziare era emersa l’edu- cazione civica, e aggiunse: «questo non ce l’aspettavamo». La questione è ora in mano a chi gestisce le deleghe previste dalla legge 107, all’Am- ministrazione centrale e periferica e anche, in certo senso, ai dirigenti scolastici e ai do- centi delle scuole autonome, la cui più forte legittimazione a compiere il loro servizio professionale viene direttamente dal testo costituzionale. Ma non vanno dimenticati anche i genitori e gli studenti, che nelle ri- spettive rappresentanze e nelle ricerche empiriche hanno dimostrato d’essere i più convinti sostenitori di un insegnamento for- te e organico di Cittadinanza e Costituzione. Le nervature portanti della Costituzione per una scuola democratica Bisogna non dimenticare che la Repubbli- ca democratica delineata dalla Costituzione non si regge senza cittadini italiani ed euro- pei, repubblicani e democratici, che siano anche persone responsabili e non solo lavo- ratori competenti. Tocca alla scuola pro- muovere e accompagnare, attraverso l’edu- cazione, la conoscenza, la cultura, la quali- tà delle relazioni e delle esperienze, la cre-

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