Gennaio-Febbraio 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 28 tà, il rischio di marginalizzazione degli indi- vidui sembrava essersi accentuato perché questi Trattati avevano ampliato le compe- tenze della Comunità in materia di politica occupazionale, sanità ed ambiente, ma ave- vano anche moltiplicato le occasioni di le- sione di tali diritti. Da qui un movimento di pressione per la predisposizione di un testo che mettesse ordine e definisse in maniera certa quali fossero i diritti fondamentali ve- ramente riconosciuti e protetti dalla UE. Si arriva così al Trattato di Nizza, che non solo riconosce i diritti di prima e se- conda generazione, ma individua ed espli- cita come «fondamentali» diritti legati al- lo sviluppo scientifico e tecnologico (di terza e quarta generazione), diritti che i singoli Stati si erano dimostrati riluttanti a recepire, quali il diritto al più elevato li- vello di protezione dell’ambiente, la pro- tezione dei dati personali e molti diritti legati alla salute e soprattutto alla bioeti- ca, desunti dalla Convenzione di Oviedo, come il divieto di pratiche eugenetiche e di clonazione. Grazie alla Carta di Nizza molti ordina- menti nazionali, per un ovvio processo di osmosi con l’ordinamento comunitario, si stanno allineando nel riconoscere questi di- ritti ed il grado di intensità di tutela richie- sto dalla UE. La Carta, però, inizialmente era stata so- lo proclamata e quindi non era obbligatoria, ciò probabilmente nella prospettiva di un suo inserimento in un testo costituzionale, come è di fatto avvenuto. In effetti il Trat- tato di costituzione, comprendente anche i diritti fondamentali, è stato elaborato e fir- mato a Roma nell’ottobre 2004, ma il pro- cesso di ratifica è stato stoppato dai refe- rendum francese e olandese. Accantonato il progetto di costituzione nel 2009, è stato stipulato il Trattato di Li- sbona che, rivisitando il tessuto normativo, ha posto tra i suoi obiettivi principali il po- tenziamento della democrazia e l’esigenza di dare nuova centralità al cittadino. In questa ottica ha richiamato l’intera Carta di Nizza per attribuirle lo stesso valore giuridi- co del Trattato, riconoscendole finalmente l’agognata vincolatività. La Carta, immutata nella sua semplice struttura, è chiamata a svolgere importanti funzioni: • Far riconoscere da chiunque e dovunque questi diritti perché fondati su valori con- divisi. • Darvi effettività senza incertezza. • Dare maggiore legittimazione politica e morale alla UE perché corroborata dalla rappresentazione scritta di un patrimonio di conquiste, parametro di legalità per gli Stati membri, ma anche per i paesi che aspirano ad accedere alla UE. Già il Rego- lamento di Copenaghen del 1989 aveva posto il rispetto dei diritti umani come condicio sine qua non per avviare i nego- ziati di adesione. Tessere i meriti di questo documento, però, non è facile, in un momento come quello che stiamo vivendo di repentini e profondi mutamenti economici e geopoliti- ci, in cui sembrano essere in serio pericolo gli stessi presupposti fondanti del progetto di unificazione. La Comunità sin dal Tratta- to istitutivo aveva promesso obiettivi a for- te caratura sociale come quello della coe- sione, della solidarietà, del benessere e dello sviluppo dei popoli, obiettivi che, di rincalzo al riconoscimento dei diritti fonda- mentali, intendevano configurare un model- lo di società democratica e avanzata, fon- data sulla forza del diritto e polo guida an- che sulla scena internazionale. Queste promesse, invece, sono state tradite perché l’UE non solo non sa fron- teggiare l’emergenza occupazionale, non sa gestire i flussi migratori e non ha saputo mantenere gli impegni in materia di giusti- zia e sicurezza, ma, anzi, ha ripiegato su scelte di austerity che hanno deteriorato il tenore di vita dei propri cittadini che si sentono più vessati che difesi. Il che, ov- viamente, ha rinfocolato movimenti di pro- testa, di populismo e di xenofobia. Molti contestano all’UE di aver concesso facil- mente l’accesso a Stati che non sono in li- nea con i movimenti democratici o, addi- rittura, che sono in contrasto con le radici cristiane. L’Europa occidentale si sa che è portatrice di affinità spirituali legate al va- lore della cristianità, dell’umanesimo, del- la libertà e democrazia, caratteristiche che affondano le radici nella più remota

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=