Gennaio-Febbraio 2017

25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA: CITTADINANZA E PARTECIPAZIONE Maria Pia Li Donni, già Docente Facoltà di Giurisprudenza - Università di Palermo L a Carta di Nizza codifica i diritti fonda- mentali dell’individuo riconosciuti dall’UE ed è importante conoscerne i contenuti e le modalità di attuazione, poi- ché oggi siamo contemporaneamente citta- dini italiani ed europei ed abbiamo il dirit- to-dovere di essere informati. Malgrado gli sforzi fatti dalla Comunità negli anni per darne comunicazione, sono molti gli europei che ne ignorano l’esistenza e anche quelli che ne hanno sentito parlare, sanno ben po- co del suo contenuto e del suo senso. Peral- tro, la crisi finanziaria che nell’ultimo de- cennio ha investito il pianeta, compresa l’Europa, ha peggiorato la situazione au- mentando la distanza tra organismi dell’UE e i cittadini, ponendo in bilico la stabilità stessa dell’Europa e facendo vacillare i pre- supposti fondanti del progetto di unificazio- ne, compresi quelli come il riconoscimento dei diritti fondamentali, che faticosamente erano stati realizzati. La Carta di Nizza, stilata nel dicembre del 2000 concomitanza col Trattato da cui ha preso la denominazione, raccoglie in un corpus organico di 54 articoli sia i diritti ci- vili e politici che quelli economici, sociali e culturali. Essa ha segnato un notevole avan- zamento nel settore, non solo perché riscri- vendo questi diritti in un unico atto ha eli- minato le ambiguità nascenti dal riferimen- to alle variegate fonti esterne, ma anche perché ha introdotto elementi assolutamen- te innovativi. Intanto l’elenco dei diritti è preceduto da un preambolo dove ne vengono ribaditi i caratteri di universalità ed indivisibilità e dove è riaffermata la centralità della perso- na umana attorno a cui l’azione della UE deve creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. La Carta, poi, abbandona la tradizionale distinzione tra diritti civili e politici (cosid- detti di prima generazione) e quelli econo- mici, sociali e culturali (di seconda genera- zione), sostituendola con un criterio assolu- tamente originale ma più razionale che fa leva sui valori da affermare. In pratica essa snocciola in succes- sione formale, ma sostanzialmen- te su un piede di parità, sei cate- gorie di diritti, ciascuna ancorata ad un valore di riferimento e di sintesi. I valori sono quelli della dignità, libertà, uguaglianza, so- lidarietà, cittadinanza e giusti- zia. Sotto il paradigma della «di- gnità», ad esempio si ricompren- dono il diritto alla vita, alla inte- grità personale, al consenso libe- ro ed informato, al divieto di tor- tura e trattamenti degradanti. Il valore della «libertà» comprende il diritto alla sicurezza, il rispet- to della vita privata e familiare, la libertà di pensiero, di religione, di espressione e di in- formazione, e così via. Il valore dell’«ugua-

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