Gennaio-Febbraio 2017

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 22 dini, è il bene comune che garantisce le condizioni di base per una uguaglianza di partenza dei cittadini e rende possibi- le l’esercizio del diritto di cittadinanza. La cittadinanza attiva presuppone due requisiti essenziali, il primo già indi- viduato nell’istruzione di base (diritto all’istruzione) e il secondo nella occupa- zione lavorativa (diritto al lavoro) rico- nosciuto a tutti cittadini dall’art. 4 della Costituzione che pone in capo alla Re- pubblica, anche in questo caso, l’obbli- go di promuovere le condizioni che ren- dono effettivo questo diritto. Spetta alla Repubblica garantire a tutti cittadini il diritto all’istruzione e il diritto al lavoro che caratterizzano lo status di cittadinanza attiva, così come spetta al citta- dino il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso mate- riale o spirituale della società (art. 4, c. 2) Una Repubblica che mantiene i suoi impe- gni verso i cittadini, merita dei cittadini at- tenti al suo progresso materiale e spirituale. Il nostro fondatore, Gesualdo Nosengo, non si è limitato a collaborare nella stesura del Codice di Camaldoli e di alcuni articoli della Costituzione, ma ha continuato a ri- prendere i principi scolpiti in questi articoli nei suoi lavori successivi, plaudendo con en- tusiasmo all’approvazione di leggi ordinarie che realizzavano nei fatti quei principi, come la legge n. 62/1968 che decretò l’unificazio- ne della scuola media, e che trasformò, di fatto la scuola selettiva preesistente in scuo- la di massa. Ma una Scuola di massa, diventa fattore determinante di uguaglianza solo se è scuola di qualità, altrimenti finisce per rinnegare la sua funzione, ingenerando nuove disegua- glianze o consolidando quelle di matrice so- ciale e culturale. Di qui l’appello forte e ricorrente di No- sengo, di cui è traccia negli articoli pubbli- cati sulla Rivista da lui stesso fondata «Una Scuola nuova per una società nuova», e ri- presi nella Rivista UCIIM «La Scuola e l’Uo- mo» n. 9-12 sett.-dic. 2016 Dossier XXV Congresso Nazionale. «Occorre promuovere una Scuola che punti decisamente verso un suo profondo, interiore ed organico perfezionamento, pro- ponendosi di divenire: a) più umana e cioè umanamente e perso- nalisticamente più ricca e più costrutti- va; b) didatticamente più tecnica ed artistica; c) professionalmente più animata ed orien- tata; d) democraticamente e socialmente più for- mativa e giusta; e) moralmente e religiosamente più ispirata e rinsaldata». Nosengo credeva davvero in quello che affermava, ed ha fondato l’UCIIM per poter contare su una classe di docenti preparati, professionalmente, umanamente e spiritual- mente, ad educare le nuove generazioni ai valori fondanti della nuova democrazia che nasceva sulle ceneri di un conflitto mondia- le devastante. La democrazia, come la pace, le libertà non sono conquiste definitive, dobbiamo meritarcele ogni giorno per poterle conser- vare, è un compito mai finito ma che si evolve sempre, non è un abito esteriore ma un atteggiamento interiore da costruire, consolidare, nutrire! Spetta a noi, donne e uomini di scuola, interpretare il nostro compito nella Scuola, come lo hanno pensato i nostri Padri Costi- tuenti fin dal Codice di Camaldoli, come lo sognava il nostro fondatore ogni volta che scriveva di scuola, considerandola «un pon- te tra la Verità e l’uomo, fra la tradizione e l’avvenire, tra il singolo e la comunità».

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