Gennaio-Febbraio 2017
21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 tadino», più usati, compare per la prima volta il termine «persona» di chiara estra- zione cattolica (art. 3). • La dimensione relazionale dell’essere umano, il suo carattere naturalmente e non artificialmente sociale, recuperando così accanto al tema della libertà e dei diritti, anche quello dei doveri e della so- lidarietà (art. 2). • La stretta connessione tra la personalità e la solidarietà nei confronti delle diver- se formazioni sociali, spingeva i cattolici ad accentuare la dimensione della giusti- zia nell’attività economica attraverso principi chiari scolpiti negli artt. 35-47 che disciplinano i Rapporti economici. Tra questi, i limiti della sicurezza e della di- gnità umana posti alla libera iniziativa e la necessità di un indirizzo e di un coordi- namento a fini sociali (art. 41), la funzio- ne sociale e l’accessibilità a tutti della proprietà privata (art. 42), la funzione della cooperazione e il valore della mu- tualità (art. 46), il diritto dei lavoratori a collaborare nella gestione delle aziende (art. 46), la solidarietà in campo tributa- rio (art. 53). Veniva così posto in discussione il modello del liberismo economico e di uno Stato me- ro spettatore del farsi e del disfarsi della vita economica. Emergeva con forza l’idea di una fondamentale funzione dello Stato nella realizzazione di condizioni di giustizia sostanziale, e non solo formale, idea ben presente nel Codice di Camaldoli. • Laicità dello Stato che cessa di ricono- scere nel cattolicesimo una religione uf- ficiale (artt. 7 e 8). Ha finalmente fine l’alleanza tra trono e altare, come chie- deva Rosmini, rivendicando al Cristianesi- mo e alla Chiesa cattolica non privilegi ma libertà, al pari di ogni altro credo reli- gioso. • La dimensione internazionale del nuovo stato democratico. È questa una dimen- sione da sempre presente nella tradizione cattolica segnata da una prospettiva uni- versalistica e sempre diffidente nei con- fronti del nazionalismo. Nel Codice di Ca- maldoli, come negli altri documenti della Resistenza, fino al dibattito in Costituen- te, l’insistenza sul tema della pace, della condanna della guerra, e di ogni forma di imperialismo è forte, così come l’impegno a superare l’assolutezza della sovranità nazionale in vista della creazione di paci- fici organismi sovranazionali. • La libertà della Scuola e la Libertà nella scuola (pluralismo scolastico e culturale) come cuore pulsante di una trilogia di articoli (artt. 9, 33, 34) da molti ritenu- ta una costituzione nella Costituzione, o più propriamente la Costituzione della Scuola, che si erge così come pilastro fondamentale della nuova democrazia. Perché non ci potrebbe essere «uguaglian- za» e neppure «partecipazione» alla vita del Paese, senza una «Scuola aperta a tut- ti», obbligatoria e gratuita per un certo nu- mero di anni che consentano l’acquisizione di un patrimonio culturale di base perché ciascun uomo diventi persona , così come vuole l’art. 3» della Costituzione. «Tutti i cittadini hanno pari dignità so- ciale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizio- ni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana, e l’effettiva parteci- pazione di tutti i lavoratori all’organizza- zione politica, economica, e sociale del Paese». Dunque una scuola pubblica «aperta a tutti» (come cita l’art. 34 della Cost.), che permetta l’alfabetizzazione di tutti i citta-
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