Gennaio-Febbraio 2017
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 20 nel quale è stato scritto il Codice. Siamo nella fase di maggior crisi del regi- me, le sconfitte belliche, le morti, le di- struzioni hanno ormai seminato nel Paese una generalizzata sfiducia nella vittoria e l’atteggiamento della Chiesa che promuove ormai preghiere per la pace, viene visto dal regime come disfattismo. Una cinquantina di giovani dell’Azione Cattolica (Movimento Laureati cattolici, fra cui molti docenti dell’Università cattolica di Milano), e dell’Istituto cattolico di attività sociale, promuovono un incontro di studio dal 18 al 23 luglio 1943 nel Monastero di Ca- maldoli, nel Casentino. Pochi giorni prima (9-10 luglio) c’era sta- to lo sbarco alleato in Sicilia e qualche gior- no dopo (24 luglio) il Gran Consiglio sfidu- ciava Mussolini creando le premesse per l’arresto del capo del Governo (25 luglio) e per la liquidazione del regime. Al termine dell’incontro che terminò con un giorno di anticipo, fu steso un documento in cui venivano raccolti i principi guida su te- matiche tipiche della riflessione sociale dei cattolici. Nel settembre successivo si riprese a lavorare sul documento, a Roma, in incontri riservati svolti nelle abitazioni dei componen- ti il gruppo degli intellettuali, fra i quali è certa la presenza di Gesualdo Nosengo, fino alla stesura del documento definitivo che si compone di 76 enunciati su 7 grandi temi «vi- ta familiare, vita civica, società professiona- le, vita economica, associazioni private, sfe- ra internazionale, vita soprannaturale coro- namento della vita terrena», pubblicato nel 1945 con il titolo « Principi dell’ordinamento sociale a cura di un gruppo di studiosi amici di Camaldoli» meglio noto come «Codice di Camaldoli». Il lavoro di Camaldoli guarda già al futu- ro del Paese, pur non immaginando quelli che sarebbero stati di lì a poco gli sviluppi dello scenario politico: lo sguardo è già ri- volto alla fase di rinascita del Paese. La fase costituente che si aprirà di lì a qualche anno, si colloca in continuità con il Codice di Camaldoli. I giovani intellettuali cattolici, che poi verranno chiamati «i professorini», operaro- no all’interno del lavoro costituente nella prima sottocommissione, dove si misurarono con argomenti che erano nella tradizione del cattolicesimo italiano e che li avevano già visti operare nella stesura del Codice di Camaldoli: famiglia, matrimonio, libertà della scuola, organismi intermedi presenti nella società, libertà religiosa e rapporti Chiesa-Stato, tutti confluiti nei «Principi fondamentali e nella «Parte Prima» della nostra Costituzione. Quali sono i principi dell’ordinamento so- ciale, sviluppati nel Codice e che trovano poi sacralizzazione nei primi articoli della Costituzione, diventando i fondamenti del nuovo Stato democratico? • Il ridimensionamento dello Stato rispet- to al popolo: « non l’uomo per lo Stato ma lo Stato per l’uomo». È evidente l’influenza del personalismo cristiano (da Rosmini a Scheler, da Mari- tain a Mounier), oltre che l’avvertita ne- cessità di impedire in ogni modo la possi- bilità di un ritorno di regimi totalitaristici che riducono l’uomo al «non uomo» o al «se questo è un uomo» che Primo Levi avrebbe poi raccontato. • La centralità della persona umana , il ri- spetto della sua dignità infinita, il ricono- scimento del carattere inalienabile dei suoi fondamentali diritti, e del suo valore assoluto in quanto realtà avente il proprio fine in se stessa. Accanto ai termini «uomo, individuo, cit-
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