Gennaio-Febbraio 2017

19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2017 DAL CODICE DI CAMALDOLI ALLA CARTA COSTITUZIONALE Lucrezia Stellacci, già Capo dipartimento MIUR - Presidente regionale UCIIM Puglia P erché disponendo di una Costituzione repubblicana che ormai va per i 70 an- ni, per riflettere sulla attualità dei va- lori da essa stigmatizzati, abbiamo bisogno di rifarci al Codice di Camaldoli, pubblicato solo qualche anno prima? Per rispondere a questa domanda che ha il fine di contestualizzare la mia relazione e quindi di risvegliare la vostra motivazione all’ascolto, cerco di offrirvi le risposte che io ho dato a me stessa: • Perché il Codice di Camaldoli oltre ad aver rappresentato il documento più im- portante che ha ispirato i nostri costituen- ti, è anche il documento alla cui stesura ha partecipato il nostro fondatore che proprio in quel lasso di tempo, fra l’idea- zione e la pubblicazione del Codice, ha fondato la nostra Associazione UCIIM, e magari la spinta gli è stata data proprio dall’aver dovuto approfondire per la scrit- tura di parti del Codice, il fenomeno dell’associazionismo come luogo privile- giato per lo sviluppo della personalità del- l’uomo, di proposta, di incontro e con- fronto, di mediazione dei conflitti fra Sta- to e Società. Dunque, c’è un legame idea- le, ma anche fisico tra il Codice, la Costi- tuzione e l’UCIIM, che ci onora. • Perché gli eventi storici non nascono dal nulla, ma sono l’effetto naturale di movi- menti di pensiero che si affermano, si consolidano, si diffondono nell’indifferen- za generale, e che ad un certo punto de- cidono di emergere e di farsi riconoscere da tutti, dando vita a documenti formali cui la Storia poi, appone il suo sigillo di immortalità. • Perché per comprendere il presente oc- corre sempre conoscere il passato che ne racchiude le radici. • Perché in quella pagina di Storia c’è un tratto di strada del lungo cammino com- piuto dai cattolici nella vita del nostro Paese, e che consentì loro di svolgere un ruolo di primo piano nella fase costituen- te e nei decenni successivi. • Perché rappresenta una modalità di presen- za dei cattolici nella vita sociale di un Pae- se che non mancò di stupire all’epoca la vecchia classe politica liberale, adusa ad un lungo monopolio di potere, e la sinistra socialista e comuni- sta, convinta che il cattolice- simo italiano fosse inesorabil- mente destinato alla sfera privata dello spiritualismo, del culto liturgico, della reli- giosità popolare, e che po- trebbe insegnare molto ai no- stri contemporanei e a noi stessi che ci dichiariamo cat- tolici praticanti, per orienta- re il futuro politico della co- munità nazionale. Fatta questa premessa, che ritengo essenziale per comprendere lo sviluppo di questa comunicazione, entro in medias res e vi tratteggio il contesto storico

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