Gennaio-Febbraio-2016
5 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 no la responsabilità delle proprie scelte didattiche e organizzative per dare attuazione alle presenti linee di orientamento perseguendo, nei processi di educazione alla legalità e alla convivenza civile, le finalità pedagogiche indicate e traducendone gli obiettivi strategici in obiettivi operativi. Il rispetto della centralità delle scuole rappresenta un aspetto fondamentale della democrazia sociale su cui si regge il modello della governance che il mIUR ha adottato da tempo. privilegiare il sistema della governance la cui costruzione, al momento, è in fieri e ri- chiede la destrutturazione delle gerarchie burocratiche, vuol dire, infatti, evitare il ri- schio di attenersi al solo schema «dalla teoria alla prassi»; un rinnovamento autentico deve, invece, considerare l’obsolescenza delle soluzioni dall’alto e privilegiare il credi- to, ormai riconosciuto, all’interazione «teoria/prassi/teoria». 1. Dal bullismo al cyberbullismo Il sempre crescente utilizzo di Internet condiziona le relazioni sociali, quelle inter- personali e i comportamenti di tutti, coinvolgendo sia i «nativi digitali» sia i «migranti digitali» e ogni singolo utente, di qualsiasi età, che si trovi costantemente connesso al Web. nel momento in cui ci si affaccia al mondo di Internet, non si sta semplicemente ac- quisendo una via di accesso a nuove forme di informazioni e relazioni: il flusso è, infat- ti, bidirezionale. Ci si espone, quindi, a una pratica di scambio non banale, che necessa- riamente comporta dei rischi. la vera sicurezza non sta tanto nell’evitare le situazioni potenzialmente problematiche quanto nell’acquisire gli strumenti necessari per gestirle. Il confronto è sempre un momento di arricchimento sul piano della conoscenza; ma ciò che è da tener presente, come emerge anche da recenti studi e statistiche, è che spesso e con facilità non si conosce chi sta al di là del monitor. Il confine tra uso impro- prio e uso intenzionalmente malevolo della tecnologia è sottile: si assiste, per quanto riguarda il bullismo in Rete, a una sorta di tensione tra incompetenza e premeditazione e, in questa zona di confine, si sviluppano quei fenomeni che sempre più frequentemen- te affliggono i giovani e che spesso emergono nel contesto scolastico. Chi agisce nel- l’anonimato e nella mancata interazione visiva, inoltre, non ha spesso la consapevolezza e la reale percezione delle offese e degli attacchi che la vittima subisce. a differenza del bullo tradizionale, nel cyberbullo viene a mancare un feedback di- retto sugli effetti delle aggressioni perpetrate a causa della mancanza di contatto diret- to con la vittima. Il cyberbullismo è, dunque, la manifestazione in Rete del fenomeno del bullismo: la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case e nella vita delle vittime, di mate- rializzarsi in ogni momento, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi in- viati tramite diversi device, o pubblicati sui siti web tramite Internet. Rispetto al bullismo, che vede come attori soggetti con atteggiamenti aggressivi e prevaricatori, il cyberbullismo può coinvolgere chiunque poiché i meccanismi di disini- bizione online sono più frequenti e diffusi. Il cyberbullo, grazie agli strumenti mediati- ci e informatici, ha libertà di rare online ciò che non potrebbe fare nella vita reale, avendo percezione della propria invisibilità, celandosi dietro la tecnologia e attribuen- do le proprie azioni al «profilo utente» che ha creato, in una sorta di sdoppiamento della personalità. anche le vittime possono a loro volta diventare cyberbulli grazie all’anonimato. accanto al cyberbullismo, vanno considerati come fenomeni da contrastare anche il «cyberstalking» e il «sexting»: il cyberstalking è un insieme di comportamenti insistenti commessi nei confronti di una vittima che si manifesta o in maniera diretta attraverso
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