Gennaio-Febbraio-2016

3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 «Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo » aprile 2015 Premessa Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è impegnato da anni sul fronte della prevenzione del fenomeno del bullismo e, più in generale, di ogni forma di violenza, e ha messo a disposizione delle scuole varie risorse per contrastare questo fe- nomeno ma soprattutto ha attivato strategie di intervento utili ad arginare comporta- menti a rischio determinati, in molti casi, da condizioni di disagio sociale non ascrivibili solo al contesto educativo scolastico. Con l’evolversi delle tecnologie, l’espansione della comunicazione elettronica e onli- ne e la sua diffusione tra i pre-adolescenti e gli adolescenti, il bullismo ha assunto le forme subdole e pericolose del cyberbullismo che richiedono la messa a punto di nuovi e più efficaci strumenti di contrasto. I bulli, infatti, continuano a commettere atti di violenza fisica e/o psicologica nelle scuole e non solo. le loro imprese diventano sempre più aggressive ed inoltre la facilità di accesso a pc, smartphone, tablet consente ai cyberbulli anche di potere agire in ano- nimato. È necessario valutare, dunque, i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo nel- la loro complessità e non soffermare l’attenzione solo sugli autori o solo sulle vittime ma considerare tutti i protagonisti nel loro insieme: vittime, autori ed eventuali «testi- moni» per poter gestire in modo più appropriato gli interventi. gli atti di bullismo e di cyberbullismo si configurano sempre più come l’espressione della scarsa tolleranza e della non accettazione verso chi è diverso per etnia, per reli- gione, per caratteristiche psico-fisiche, per genere, per identità di genere, per orienta- mento sessuale e per particolari realtà familiari: vittime del bullismo sono sempre più spesso, infatti, adolescenti su cui gravano stereotipi che scaturiscono da pregiudizi di- scriminatori. È nella disinformazione e nel pregiudizio che si annidano fenomeni di de- vianza giovanile che possono scaturire in violenza generica o in più strutturate azioni di nullismo. tra gli altri, i ragazzi con disabilità sono spesso vittime dei bulli che ripropongono ed enfatizzano pregiudizi ancora presenti nella società. la persona con disabilità appare come un «diverso» più facile da irridere o da molestare. possono essere, in alcuni casi, persone molto fragili e anche vittime più inermi. le forme di violenza che subiscono possono andare da una vera e propria sopraffazione fisi- ca o verbale fino a un umiliante e doloroso isolamento sociale. In alcune particolari casi di disabilità che si accompagnano a disturbi di tipo psicolo- gico o comportamentale, il ragazzo potrebbe essere incapace di gestire la violenza e questo potrebbe scatenare in lui crisi oppositive o auto-etero lesioniste. non dovrebbe, quindi, essere mai lasciato solo in situazioni rischiose. Interventi mirati vanno, dunque, attuati da un lato sui compagni più sensibili per ren- derli consapevoli di avere in classe un soggetto particolarmente vulnerabile e bisognoso di protezione; dall’altro sugli insegnanti affinché acquisiscano consapevolezza di questa come di altre «diversità». tra gli altri, i ragazzi con autismo sono spesso vittime dei bulli per i loro comporta- menti «bizzarri» e per la loro mancanza di abilità sociali; hanno difficoltà nei rapporti interpersonali e di comunicazione e sono quindi soggetti molto fragili e anche vittime più inermi. le forme di violenza che subiscono possono andare da una vera e propria so-

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