Gennaio-Febbraio-2016
43 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 L o S c a f f a l e La classe come gruppo di ap- prendimento «Se un bambino non impara non è perché è incapace ma perché il sistema attorno a lui, il mondo adulto in generale, non gli consente di attivare l’apprendimento appropriato». È questo il punto di partenza di Con gli altri imparo, un volume che condensa tutta l’esperien- za degli autori sull’educazione e le gestione dei conflitti, for- nendo una vera e propria cas- setta degli attrezzi per pro- muovere una scuola «senza cat- tedra», dove il mutuo insegna- mento è preferito alla lezione frontale e dove un buon clima di gruppo favorisce lo sviluppo delle esperienze didattiche fi- nalizzate all’apprendimento. perché come afferma il pe- dagogista daniele novara: «l’insegnante oggi non può pensare che basti mettere i bambini uno di fianco o di fronte all’altro per stimolare lavori di gruppo, ma deve atti- vare nel gruppo classe un pro- cesso di finalizzazione che è l’aspetto davvero formativo: siamo qui per imparare e per imparare abbiamo bisogno l’uno dell’altro». E per trasformare la classe in un gruppo che non solo appren- de, ma cresce dal punto di vi- sta emotivo e relazionale, da- niela novara e Elena passerini suggeriscono una vasta gamma di attività, giochi ed esercizi per migliorare le abilità socio- relazionali dei singoli alunni e la capacità dei gruppi di espri- mere creatività e affettività. occorre, infatti, che il mon- do adulto cominci a guardare all’universo infantile e adole- scenziale partendo da un pre- supposto educativo: ci trovia- mo di fronte a carenze di ap- prendimento, manca cioè la capacità di tirar fuori appieno le proprie risorse. In questa situazione, assolu- tamente normale nell’universo dell’età evolutiva per sua na- tura immatura, può venire in aiuto l’imitazione sociale, da sempre la strategia che il ge- nere umano privilegia per im- parare rapidamente ed effica- cemente. Ecco i consigli degli autori per sfruttare efficacemente l’imitazione sociale in classe. 1. I bambini imparano tra di loro, meno dagli adulti. nel lavoro con gli altri può succedere però che alcuni bambini siano svogliati e di- stratti: in questi casi, l’inse- gnante deve confermare con chiarezza che il compito è di gruppo. più i bambini sono im- pegnati nel lavoro e più tutti vengono coinvolti. l’insegnante deve mettere a disposizione le sue conoscenze senza sostituir- si al necessario lavoro degli alunni. 2. la didattica sociale è me- glio di quella speciale. nell’epoca in cui diventa sempre più raro che un alunno non abbia una disabilità certifi- cata, dSa certificati, un bisogno educativo speciale, un’intolle- ranza alimentare, un’allergia a qualche cibo o metallo partico- lare, resistere alla tentazione dell’eccesso specialistico è sempre più prioritario, pena di- ventare infermieri più che edu- catori. Una didattica centrata sulle attività di gruppo, sulla continua interazione fra compa- gni consente una maggior effi- cacia nei risultati in quanto produce un effetto full immer- sion, dove il lavoro è continuo, e l’esperienza, attiva e diretta, prevale sul puro e semplice ascolto dell’insegnante. 3. la capacità di gestire il gruppo classe è un basilare del- la professionalità del docente. per questo proponiamo una capacità di regia maieutica che faccia lavorare gli alunni in una logica sociale, accettando maggiormente i loro errori co- me necessità evolutiva piutto- sto che come semplice sbaglio. Passeggiate filosofiche l’ultimo volume di andrea porcarelli è un testo scritto con stile agile e narrativo, che rap- presenta una «guida sapienzia- le» al cammino della conoscen- za umana e alle esperienze ne- cessarie per far tesoro di quel- lo che si impara, per non com- mettere più gli stessi errori. Il libro si dipana, secondo lo stile di altri «romanzi pedago- gici», attraverso il racconto immaginario di una serie di escursioni che l’autore-narra- tore compie su diversi tipi di terreni (prevalentemente col- locate in suggestive ambienta- zioni «alpine»), in compagnia di una allieva immaginaria, chiamata Cristina (in onore delle «passeggiate filosofiche» tra il filosofo Cartesio e la regi- na Cristina di Svezia). durante le escursioni, oltre a ragionare sulle modalità con cui affrontare quel tipo parti- colare di cammino si riflette – con l’aiuto di testi filosofici e sapienziali – sui diversi volti del cammino della conoscenza. I temi affrontati sono vari e ar- ticolati: la gioia di imparare, la sfida di insegnare, evitare i d anIElE n oVaRa , E lEna p aSSERInI , Con gli altri imparo , Erick- son, trieste, 2016, pag. 158, € 18,00
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