Gennaio-Febbraio-2016

41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 In classe con l’anima Vorrei condividere con i lettori di questa rivista le riflessioni di una giornata autentica- mente uciimina voluta dalla presidenza dell’UCIIm lazio per riproporre ai soci di oggi la pe- culiarità della riflessione pedagogica di g. nosengo e le modalità comunicative dello stare insieme, su cui dovrebbe fondarsi l’identità del docente uciimino. per questo, secondo la tradizione, l’iniziativa ha compreso la celebrazione eucaristica e una conclusione convivia- le, momenti di condivisione e di arricchimento sul piano spirituale e umano. fulcro dell’incontro, intitolato «In classe con l’anima», è stata la presentazione, da par- te dell’autore stesso, del libro di andrea Rega «gesualdo nosengo. Studio sui diari spiritua- li», un libro che, come recita l’introduzione, vuole ripercorrere tutto il processo di discer- nimento spirituale di g. nosengo, con lo scopo di individuare le coordinate fondamentali sottese al suo impegno civile, ecclesiale ed educativo. da questi diari emergono, infatti, annotazioni e riflessioni che troveranno importanti riflessi nelle linee base del discorso pe- dagogico e nelle battaglie per la riforma del sistema d’istruzione pubblica. dal cammino che il libro ricostruisce nasce l’idea che la vita esige dalla scuola una pre- parazione non solo intellettuale, ma anche morale e spirituale. Una unificazione di aspetti spirituali, teorici ed operativi che nosengo porrà alla base della questione della deontologia e professionalità docente e della formazione dei docenti nell’UCIIm. nosengo elabora l’idea di una scuola per la persona, per tutti e per ciascuno; da qui il dovere per l’insegnante di ri- cordare che gli alunni sono persone, dotate di anima, un infinito che non bisogna assoluta- mente limitare, e di rendersi conto del vissuto di ognuno nella relazione educativa. Un messaggio ancora attuale se, come ha ribadito papa francesco nell’incontro per i 70 anni dell’UCIIm, «la scuola è fatta certamente di una valida e qualificata istruzione, ma anche di relazioni umane…, di accoglienza, di benevolenza, da riservare a tutti indistinta- mente». di più, che il dovere di un buon insegnante è quello di «costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto e amato per quello che è». la presentazione di andrea Rega è stata arricchita ed attualizzata dagli interventi del presidente regionale massimo angeloni e di don alfredo tedesco, un giovane entusiasta sa- cerdote che opera nella periferia di Roma. Il primo ha portato la sua esperienza di docente che metta in pratica la preoccupazione per il rapporto educativo anche ricorrendo all’uso, familiare ai ragazzi, degli strumenti in- formatici, attraverso i quali amplia e mantiene con loro quella amorevole relazione educa- tiva di cui i giovani, oggi più che mai, hanno tanto bisogno; da questa esperienza egli ha tratto la necessità che l’insegnante sappia trovare elementi per motivare, arricchire, far riflettere, ma soprattutto dare speranza ai ragazzi che a lui si affidano. don alfredo tedesco ha suggerito alcune parole chiave per far vivere anche oggi l’espe- rienza e il messaggio di nosengo: entusiasmo, etimologicamente avere dio dentro di sé; in- teresse, cioè stare in mezzo, conoscere i propri alunni, prevenire le loro domande e stimo- larne il coinvolgimento; simpatia e letizia, senza escludere la necessità del giudizio, che però va sempre motivato e fatto comprendere; comunità, tante parti ognuna con la sua specificità, ed eucaristia, spezzare il pane insieme, quindi mettere tutto in condivisione. Egli ha sottolineato che sì è importante ciò che diciamo ai nostri alunni, ma soprattutto co- me lo diciamo e lo testimoniamo, e che la scuola deve recuperare quella dimensione, che si è persa, di «tempo libero», nella quale ciascuno trovi lo spazio per esprimersi. da decenni si susseguono tentativi di riforma della nostra scuola alla ricerca della for- mula magica che soddisfi le molteplici esigenze di una società in continua evoluzione. l’ul- timo in ordine di tempo, la «buona scuola», privilegia l’organizzazione; nell’insieme il pro- getto, certo fattivo nelle intenzioni, risulta arido, tecnicistico: sviluppo, investimento, car- riera, crediti, sono termini ricorrenti che riconducono più al mondo, pur importante, del- l’economia, che a quello della pedagogia.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=