Gennaio-Febbraio-2016

SERVE Una SCUola CHE «SERVE» Giorgio Chiosso, Professore Ordinario - Storia della pedagogia - Università degli Studi di Torino R icorre quest’anno il decennale della «Raccomandazione» europea sulle competenze chiave per l’apprendi- mento permanente (18 dicembre 2006). do- po questa data il tema della competenza, prima praticato solo da pochi specialisti, ha fatto registrare un’accelerazione fulminea nella cultura scolastica italiana. Come era accaduto in passato per altre strategie mu- tuate da contesti educativi diversi dalla no- stra tradizione scolastica – ad esempio, ne- gli anni ’70 la pedagogia per obiettivi – la sua acquisizione si è compiuta con una fisio- nomia dai tratti accentuatamente cognitivi. minore attenzione è stata riservata alle al- tre forme di competenza, da quella sociale a quella imprenditoriale e culturale pure contemplate dal provvedimento dell’UE. La competenza come « survival kit » la nozione di competenza ha nella lette- ratura internazionale radici lontane. nei primi anni ’90 nei think tank impegnati ad approfondire il futuro delle politiche scolastiche e formative del mondo occi- dentale fece la sua comparsa la nozione metaforica di « survival kit ». Con questa espressione alcuni studiosi sollecitavano la definizione di un «paniere di cono- scenze necessarie per la sopravvivenza», composto da quanto i giovani in uscita dall’istruzione obbligatoria avrebbero dovuto possedere per essere in grado di svolgere un ruolo attivo nella vita sociale e nel mondo produttivo. l’idea del « survival kit » rientrava, ac- canto a molte altre proposte, all’interno di un’azione politica ad ampio spettro fi- nalizzata a rinnovare le pratiche scola- stiche e formative dei paesi occidentali ri- tenute troppo statiche e obsolete rispetto alle vorticose trasformazioni della vita so- ciale ed economica. tale intento si propo- neva, d’un lato, di ridimensionare, se non proprio di smantellare la centralità delle di- scipline nella gestione del sapere scolastico e, dall’altro, di sviluppare nuovi indicatori riferiti a una nozione che cominciava a comparire nel linguaggio della formazione: la competenza. Interrogativi inediti si affacciarono nei dibattiti degli specialisti impegnati su que- sta nuova frontiera, sempre meno filosofi, pedagogisti e psicologi e sempre più econo- misti, sociologi, statistici, esperti di valuta- zione. I due principali si possono così for- mulare: come formare il capitale umano in modo che quanto appreso non vada rapida- mente disperso? Come garantire una forma- zione coerente con le sfide della competi- zione globale? Interrogativi posti, a loro volta, sotto un unico ombrello, quello della compatibilità tra costi dell’istruzione e ritorni economici. Su queste basi teoriche vennero predisposte le prime ampie valutazioni di sistema che coinvolsero inizialmente una trentina di pae- si (pisa 2000), il cui impatto sui sistemi sco- lastici occidentali fu subito di peso rilevante. 27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016

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