Gennaio-Febbraio-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 26 muove dalla curiosità epistemica degli alunni e lo svolgimento avviene con lo studio di fonti, documenti, visite, inter- viste, esperimenti, discussioni. le formu- le didattiche che meglio si adattano a questa strategia sono: a) d. operativa: assume la prospettiva di esperienze da fare piuttosto che di co- noscenze da ricevere e assimilare, pre- ziosa per gli alunni a bassa attenzione- concentrazione. Considera l’esperien- za la prima forma della conoscenza e questa come se- conda forma del- l’esperienza. Chie- de il superamento del pregiudizio morale per cui l’attività mentale sarebbe più forma- tiva di quella ma- nuale-applicativa e considera l’ope- ratività come un insieme di «azio- ni» che compongo- no una «operazio- ne» piuttosto che una rischiosa frammentazione; b) d. della ricerca- azione: si basa su schemi di osserva- zione di fenomeni naturali, di comportamenti sociali, scientifici, divulgativi e di simulazio- ne; a tale formula sono collegabili il metodo sperimentale scientifico (det- to classico) e il metodo della ricerca. le sue peculiarità sono: coniuga il sa- pere con l’operare, ha riferimenti di- retti con le scienze dell’uomo e trova applicazioni interessanti nel campo educativo, in cui richiede valutazione di progetto e di processo; c) d. di osservatorio ed azione sul cam- po (viaggi d’istruzione, visite guida- te, lezioni all’aperto, ecc.). Conflui- scono in questa formula le esperienze delle «scuole nuove» del XIX e XX se- colo sulla scia della scuola sperimen- tale di dewey, che poneva l’esperien- za come condizione del pensiero. Il principio base è «la natura è un libro aperto». a questo punto il docente diventa pro- tagonista di quell’arte d’istruzione e for- mazione in cui la norma onora la sua li- bertà di osservazione, diagnosi, progetto, attività, verifica e valutazione. Un inse- gnante non s’identifica con un altro e non solo perché è personalità diversa e origi- nale ma perché opera in ambito discipli- nare specifico in un contesto fortemente connotato dalla cultura del territorio; quanto meglio conosce l’ambiente in cui opera, tanto più diventa insostituibile nel- l’azione diagnostica, prognostica (tempi, modi, strumenti) ed operativa. ma solo una forte preparazione sul versante valu- tativo (di progetto e di processo formati- vo) gli permetterà di comprendere il valo- re di ciò che compie giorno dopo giorno. molte sorprese di fine anno o di fine pe- riodo sono legate alla debolezza del siste- ma valutativo, che non dà solo uno scon- trino finale ma comprende la successione delle operazioni didattiche e chiarisce se conducano al soddisfacimento degli obiet- tivi e delle finalità che il docente si è da- to in consonanza con quelli contenuti nel- la legge.

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