Gennaio-Febbraio-2016
associativa, che può contribuire, nel suo piccolo, a promuovere una cultura che ten- ga insieme un’Europa che sta perdendo di vista «il costo della non Europa». oggi, in altri termini, si è accresciuta, in ambiti qualificati ma ristretti, la consape- volezza delle difficoltà di tipo intercultura- le, interreligioso e di tipo politico, che met- tono in forse la stessa possibilità di salvare il disegno di un’Europa unita; e nello stesso tempo si nota che il cristianesimo è ancora un patrimonio vivente, che non si riduce al- le cattedrali e alle istituzioni culturali del passato. la stessa rete degli episcopati, la presenza di osservatori della S. Sede nelle istituzioni internazionali, le scuole e le uni- versità cattoliche, ma anche le scuole cat- toliche interlocutrici della nostra fIdaE, dei Salesiani e dei gesuiti, costituiscono punti di riferimento importanti per l’informazione e per l’elaborazione e la diffusione di orien- tamenti di tipo etico, religioso, pedagogico e politico nell’Europa. l’evento più importante (e a turno oneroso) della vita del SIESC, che da ol- tre sessant’anni si realizza annualmen- te, nel mese di luglio, è il convegno ( la rencontre ), che si svolge nei vari paesi europei, intorno a tematiche rilevanti sul piano culturale, sociale, professio- nale, religioso; si curano anche gli aspetti di tipo turistico, e le relazioni con le istituzioni del paese ospite. le- zioni e contributi di livello universita- rio, lavori di gruppo e documenti pre- sentati in aula, consentono ai parteci- panti di vivere un’esperienza di notevo- le valore formativo, anche sul piano lin- guistico. Il bisogno di conoscenze e di relazioni a livello europeo Se si considera che la conoscenza delle lingue è un prerequisito indispen- sabile per accedere all’insegnamento in qualunque grado di istituzione formati- va e che le relazioni internazionali sono sempre più importanti per costruire gruppi di ricerca e reti di comunicazio- ne fra docenti e studenti, si possono valutare i diversi motivi per cui vale la pena di far conoscere e di sostenere questa preziosa istituzione, che si regge sul volon- tariato di persone mosse da motivazioni si- mili, coltivate in contesti diversi. Esistono associazioni e agenzie laiche, che offrono la possibilità di scambi e di con- vegni, al di fuori di qualsiasi riferimento al- la fede religiosa. noi sappiamo qual è stata la frustrazione di giovanni paolo II a propo- sito del rifiuto dei capi di stato europei di citare nel preambolo della nuova costituzio- ne le radici cristiane dell’Europa. al di là del riconoscimento formale, ci disse il card. Carlo maria martini in occasio- ne di un viaggio pellegrinaggio UCIIm a Colo- nia, nel 2002, sono i cattolici vivi, in parti- colare i docenti cattolici, che possono farsi carico di rinverdire queste radici, nella loro formazione professionale e nel loro insegna- mento. le porte della federazione europea sono aperte, oltre che all’UCIIm, che è socio fondatore, anche ad altre associazioni che volessero parteciparvi. 20 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016
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