Gennaio-Febbraio-2016
19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 in funzione della propria crescita personale e della partecipazione al processo di miglio- ramento della scuola non è diffusa e conso- lidata quanto sarebbe auspicabile, nono- stante la presenza fin dall’inizio e poi dalla metà del secolo scorso, di associazioni che definiamo storiche, come la fnISm, l’UCIIm, l’aImC, e successivamente il mCE, il CIdI, dS, l’adI, l’apEf, l’andIS, la dISal, legam- biente Scuola e formazione, per limitarci alle associazioni che sono state riconosciute in un apposito forum istituito dal ministro dell’Istruzione, che dovrebbe riattivarlo. per quanto riguarda il mondo cattolico, l’UCIIm partecipa al SIESC ( Secrétariat In- ternational des enseignats secondaires ca- tholiques), che è uno dei segretariati di pax Romana, costituito a Breda, nei paesi Bassi, nel 1955. È stato creato dai responsabili di associazioni nazionali di docenti cattolici per svolgere il ruolo di luogo d’incontro di docenti in un’Europa che usciva dalla guer- ra e che stava prendendo forma politica. per l’Italia, principale sostenitore dell’ini- ziativa è stato gesualdo nosengo. due anni dopo, nel 1957, sarebbero stati firmati i trattati di Roma, quello che istituisce la Cee e quello che istituisce l’Euratom. nel 1958 fu firmato da aldo moro il decreto che ha introdotto nelle scuole secondarie l’inse- gnamento dell’educazione civica, e ha con- tribuito a orientare lo studio della storia in direzione europea, con aperture sul mondo. dopo la caduta del muro di Berlino (1989) c’è stata un’accelerazione del processo di costruzione europea e il SIESC ha potuto aprire le porte anche alle associazioni di docenti dei paesi dell’Est, facendosi in par- te carico delle loro difficoltà finanziarie. Dal SIESC alla Federazione europea d’insegnanti cristiani a partire dall’inizio del nuovo millennio si è sentito il bisogno di ripensare la for- mula del segretariato, per rinforzare la rappresentatività a livello europeo delle diverse associazioni d’insegnanti di ambito cattolico. le operazioni necessarie per la modifica dello statuto hanno richiesto alcuni anni di colloqui, all’interno del mIIC (movimento in- ternazionale degli intellettuali cattolici) di pax Romana e dei dicasteri vaticani, oltre che delle diverse associazioni nazionali e del Consiglio di presidenza del SIESC. la richiesta di un cambiamento dello sta- tuto, per attuare una sintesi di traditio e di novitas, è dovuta essenzialmente al bisogno di allargare la base sociale agli insegnanti europei di tutti i gradi d’insegnamento, dal- la scuola materna al’università, dalle scuole pubbliche alle private, con apertura anche a membri di confessioni protestanti o di al- tre religioni o anche non credenti. Il nuovo statuto, che è stato approvato dagli organi statutari il 23 luglio 2006, è stato depositato nella prefecture du doubs l’8 agosto dello stesso anno, col nome uffi- ciale «SIESC-fEEC (fédération Européenne d’Enseignants Chrétiens)». la traduzione completa del nome dell’associazione si de- clina nelle varie lingue dei paesi cui appar- tengono le diverse associazioni. In inglese il nome è SIESC-EfCt (European federation of Christian teachers). la federazione è costi- tuita dalle associazioni di insegnanti cristia- ni di istituzioni scolastiche e universitarie pubbliche e private, laiche e confessionali, ciascuna delle quali conserva la sua identità e la sua autonomia. L’attualità della domanda dei fondatori la formula federativa, esplicitamente af- fermata, consente ai docenti partecipanti di essere insieme soci delle loro associazioni a livello nazionale o locale e dell’associa- zione europea, accrescendone la rappresen- tatività e la visibilità. Si cerca in tal modo di dare risposta in modo nuovo, in un conte- sto scolastico, sociale, culturale e politico profondamente cambiato nella seconda me- tà del novecento, alle domande che fin da- gli anni ’50 si pose il presidente Jan nuchel- mans: “Come ricostruire un mondo e, più vicino a noi, un’Europa umana e pacificata? Come vivere la fede cristiana nella fedeltà a una Chiesa cattolica radicata in una so- cietà di tipo nuovo?”. È titolo di merito e di onore essersi posti questi problemi prima della nascita dei trattati di Roma: ed è se- gno di lungimiranza e di coraggio l’aver te- nuto viva e l’aver rinnovato questa forma
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