Gennaio-Febbraio-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 18 daRE Un’anIma E IStItUzIonI pIù SolIdE all’EURopa Luciano Corradini, Presidente emerito UCIIM «n on c’è abbastanza Europa in questa Unione e non c’è abba- stanza Unione in questa Euro- pa». Così ha concluso il presidente della Commissione Junker, il 9 settembre 2015, il suo discorso programmatico al parlamento Europeo. non è solo un gioco di parole. È la presa d’atto che la struttura politica del- l’Unione europea, che in realtà è un aggre- gato di stati debolmente integrati, non è riuscita finora ad assicurare all’Europa, e cioè alla realtà sociale, politica, militare che vive negli stati del nostro Continente, un’anima, insieme coraggiosa e responsabi- le, che fosse capace di assumere quelle de- cisioni di politica istituzionale, sociale, eco- nomica, fiscale, finanziaria, che sarebbero necessarie per dare corpo ai valori, agli ideali, alle solenni affermazioni politiche e giuridiche da cui ci si aspettava di realizza- re nei fatti «uno spazio privilegiato della speranza umana». L’UE fra sogni e incubi l’UE, in sostanza, ha deluso, perché non è stata abbastanza europeistica e l’Europa ha deluso perché non è stata abbastanza unita. «non posso vivere né con te, né sen- za di te» diceva un antico adagio, fatto pro- prio dai poeti latini dell’amore, come ovi- dio e orazio. anche in sede politica, duran- te le dittature e dopo la seconda guerra mondiale, una minoranza «profetica» fu ca- pace di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di immaginare un’Europa in cui i popoli euro- pei, indotti a distruggersi a vicenda da cul- ture e da istituzioni separate e contrappo- ste, ricuperata la pienezza della loro digni- tà, si parlassero e facessero un patto ( foe- dus in latino), di non belligeranza e di coo- perazione. Si pensi al Manifesto di Ventote- ne, scritto da altiero Spinelli, Eugenio Co- lorni, Ernesto Rossi, Ursula Hirshmann tra il 1941 e il ‘44. Bisogno, sogno, desiderio animarono una lucida e generosa politica, che fu fatta pro- pria dai de gasperi, dagli Schuman, dagli adenauer, e poi dallo stesso Spinelli anima- tore del «Club del Coccodrillo» che diedero vita alla prima istituzione comunitaria, la CECa (1951), che metteva in comune il ma- teriale bellico, cioè il carbone e l’acciaio. fin dove si poteva e si doveva spingere que- sta idea ben espressa dal proverbio l’unione fa la forza , prima che subentrasse il suo ri- vale, chi fa da sé fa per tre ? ora ci si la- menta più per i vincoli che per le opportu- nità e si sopporta che alcuni stati dell’Est Europa, da poco usciti dal totalitarismo del- l’URSS, facciano una politica nazionalistica di esclusione dei profughi, negando quei di- ritti che appartengono al patto dell’Unione. diverse, ma spesso scollegate sono le sedi e le forze che cercano di impedire lo sfaldarsi dell’Europa e lo sfacelo della guerra, verso cui l’antieuropeismo rischia di spingerci. Il problema da affrontare lo ha ben sintetiz- zato Jan zielonka nel titolo dell’ultimo suo libro, edito di recente da laterza: Come salvare l’Europa dall’Unione europea . In fondo è la stessa cosa che pensare a come salvare l’Unione dall’Europa, distinguendo questa unione dall’ unione necessaria, utile e giusta; e questa Europa dall’ Europa civi- le, solidale e illuminata di cui abbiamo, noi e gli altri popoli, ogni giorno più bisogno. È questione di ideali e di senso della realtà. ma è anche questione di educazione civico- politica e in particolare di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici. L’associazionismo dei docenti cattolici a livello europeo. la disponibilità dei docenti ad associarsi
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