Gennaio-Febbraio-2016

allo sviluppo fisico, psichico e morale dei minori e si impone che le trasmissioni con contenuti inadatti ai minori vengano se- gnalate in modo chiaro e continuativo (non basta più il bollino rosso solo all’inizio ma la segnalazione deve perdurare per tutta la durata del programma), dall’altro, non in sintonia con la lettera e lo spirito della direttiva europea – si stabilisce che i programmi, che «possono nuocere gra- vemente» ai minori, e i film, vietati ai minori di 14 anni, possono essere tra- smessi sempre, anche di giorno, se sono previsti ac- corgimenti tecnici che escludano che i minori ve- dano tali programmi. l’accorgimento tecnico è soltanto il cosiddetto «Controllo parentale». Si aggira così il divieto di pro- grammi nocivi che possono andare in onda a tutte le ore del giorno, programmi e film che possono nuocere allo sviluppo, fisico, mentale e morale dei mi- nori. I l cons i g l i o naz i ona le deg l i utent i dell’agCom (1) che vede la partecipazio- ne attiva delle principali associazioni di categoria, e da quest’anno anche del- l’UCIIm, ha posto la sua attenzione su tali disposizioni legislative strettamente con- nesse al dilagante fenomeno del bulli- smo/cyberbullismo, delineando un per- corso che mira ad investire sistematica- mente famiglia, politica e scuola (2). C’è la consapevolezza che è ancora possibile rendere più efficace l’azione di tutela dei minori, mantenendo alta la vigilanza tra le associazioni e continuando ad insi- stere nell’azione di formazione e di pres- sione nei confronti delle istituzioni, per- ché finalmente, anche in Italia, la tutela dei minori non sia soltanto enunciata ma attuata. 17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 lità, di regole chiare. ad oggi tale proposta di legge con le opportune integrazioni, che si riterranno necessarie, non può più essere relegata come «una delle tante cose da fare» ma è una necessità viva e concreta e soprattut- to non più rimandabile. l’opinione pubblica ri- chiede da più parti che si dedichi attenzione a un di- sagio giovanile, che si dia valore ad un essere più che ad una apparire fine a se stesso. per quel che concerne il contenimento di un proli- ferare di immagini violen- te, molto si sarebbe potuto fare dando piena attuazio- ne alla direttiva Europea 2007/65 concernente l’esercizio delle attività televisive, in realtà il legi- slatore nell’emanare il de- creto legislativo del 15 marzo 2010, n. 44 (cosiddetto decreto Ro- mani) non pone rilevanza alcuna a tutelare e garantire i minori. tant’è che l’Unione Europea ha più vol- te richiesto l’adeguamento del decreto minacciando l’avvio di una procedura di infrazione. dopo un lungo iter parlamentare è fi- nalmente giunto all’approvazione delle competenti Commissioni di Camera e Se- nato. Il testo del nuovo Decreto. Il rivisitato decreto Romani appare subi- to come una sorta di compromesso fra chi opportunamente voleva «eliminare» le storture del decreto Romani e chi difende- va gli interessi delle emittenti, soprattut- to quelle private. Infatti, se da un lato viene garantito il divieto assoluto per le trasmissioni televi- sive che «possono nuocere gravemente» (1)autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (2) per l’attività dell’UCIIm in merito vedi Editoriale di questo numero.

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