Gennaio-Febbraio-2016

Un’EpIdEmIa SIlEnzIoSa Francesca Giammona, Presidente sezionale UCIIM Palermo I recenti episodi di bullismo e cyberbulli- smo delineano una nuova realtà sociale avulsa da riferimenti concreti e valoria- li, preoccupante e soprattutto difficilmen- te gestibile. gli americani definiscono il bullismo «un’epidemia silenziosa», che In- ternet ha reso ancora più nascosta. Secon- do l’ultimo rapporto dell’Istat, tra i ra- gazzi che usano cellulare e Internet il 5,9% ha denunciato di avere subìto ripetu- tamente azioni vessatorie tramite sms, mail, chat o social network . numeri em- blematici che la dicono lunga su quanto la problematica sia diffusa e subdola, e su quanto sia necessario mettere in atto azio- ni positive per prevenire e curare. l’effet- to epidemico è dato dall’uso diffuso e or- mai imprescindibile di internet: da un’in- dagine condotta dalla onlus pepita, attiva nel contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, su un campione di 4.000 adolescenti di età compresa tra i 12 e 14 anni, è emerso che il 95% ha un profi- lo social, Facebook, Instagram o Snapchat , e che la quasi totalità fa uso di Whatsapp . attraverso lo schermo il cyber bullo ha «potere», perché protetto dall’anonimato. Il potere si rafforza perché l’offesa si pro- paga velocemente e gira nella rete rag- giungendo una platea illimitata di visualiz- zatori, che non conoscono la vittima. diffi- cile individuare luoghi e tempi in cui tali dinamiche avvengono, con la conseguenza che il fenomeno appare sfuggente e diffi- cilmente contrastabile, sia per gli organi competenti che, soprattutto, per le fami- glie delle vittime. nel bullismo tradiziona- le in genere la vittima e il bullo sono per- sone che si conoscono o almeno hanno avuto qualche contatto. nel bullismo elet- tronico invece le persone possono anche essere sconosciute. nella «dimensione on- line » l’empatia, che è il sentimento pro sociale fondamentale per essere soggetti relazionalmente attivi, viene meno, così che gesti che nella realtà risulterebbero più oculati, pensati, magari evitati vengo- no invece posti in essere con grande facili- tà. Il silenzio è dato dalla difficoltà di de- cifrare i sintomi, cosa non sempre facile in quanto i ragazzi difficilmente ne parlano. la problematica non va affatto trascurata in quanto, come sottolineano medici, psi- cologi, insegnanti le conseguenze possono essere devastanti per chi è vittima di que- sti fenomeni a partire da depressione, 15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016

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