Gennaio-Febbraio-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 10 I contesti scolastici e i contesti educativi in genere sono sempre più segnati da pluralismo culturale e anche religioso. ne facciamo esperienza per la grande rile- vanza del fenomeno migratorio e quindi per il concreto contatto con tante persone che vengono da altri mondi rispetto al no- stro. ma il pluralismo è anche all’interno della nostra cultura. facciamo davvero educazione in tempo di pluralismo . avver- tiamo che ciò può costituire una risorsa e offrire nuove opportunità educative, ma sperimentiamo anche la difficoltà dell’in- terazione e del giusto equilibrio tra il ri- spetto delle culture e la necessaria inte- grazione, tra l’accoglienza e la propositivi- tà educativa (che implica la trasmissione di valori e modelli della nostra tradizione cul- turale). Spesso ci si adagia, tra i ragazzi e anche tra gli educatori, in una tolleranza passiva, si allenta la carica propositiva, si rinuncia al dialogo e alla possibilità di co- noscersi e arricchirsi. Quando insorgono problemi ci si può ri- fugiare nel nostro diritto che l’altro rispetti la nostra cultu- ra, ci si può lasciar prendere dalla paura e chiudersi. la diversità di appartenenza religiosa può costituire una ul- teriore complicazione, perché la religione - si crede da parte di molti - allontana, divide, po- ne altri ostacoli. Il fondamenta- lismo religioso fa la sua parte e ha spesso un effetto paralizzan- te il dialogo. ma fa la sua parte anche quella mentalità, diffusa nelle società occidentali, che esalta una presunta neutralità e che si esprime come presa di distanza laicista da tutte le reli- gioni. tante volte non ci si accorge nean- che o, in ogni caso, si sottovaluta che l’al- tro, che pure è di un’altra cultura, può es- sere della nostra stessa religione (cristiano come noi). Questo, tra l’altro, pone qual- che interrogativo sulla capacità dei cristia- ni e delle comunità ecclesiali di vivere la dimensione universale e interculturale del cristianesimo. la religione, senz’altro quella cristiana, dovrebbe aiutare l’incon- tro, piuttosto che lasciarsi catturare den- tro schemi mentali di chiusura. la problematica è insieme umana, cul- turale, sociale e religiosa. può essere utile prenderla dal versante educativo-antropo- logico. alcune domande si impongono: co- me deve configurarsi l’educazione in que- sto contesto? cosa vuol dire educare nel segno dell’interculturalità o, come si sug- S p i r i t u a l i t à EdUCaRE In ContESto dI plURalISmo CUltURalE E RElIgIoSo alCUnE attEnzIonI dI pRatICa EdUCatIVa don Salvatore Currò, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM

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