Gennaio-Febbraio-2016
9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 gnali precursori dei comportamenti a rischio e prevenire e contrastare le nuove forme di prevaricazione e di violenza giovanile. ne deriva la necessità di attivare un modello innovativo di formazione integrata per dirigenti, docenti e personale ata che sia coerente con la normativa vigente in materia di ordinamenti e che risponda all’esigenza di adottare adeguate strategie preventive al fine di proteggere gli studenti da comportamenti deviarti perpetrati anche attraverso il Web. prioritario, infatti, appare il coinvolgimento degli insegnanti ai quali vanno rivolti moduli di formazione che rafforzino le competenze necessarie a individuare tempesti- vamente eventuali risvolti psicologici conseguenti all’uso distorto delle nuove tecnolo- gie e alla violenza in contesti faccia a faccia. I docenti possono divenire «antenne in grado di captare i segnali anomali» e vanno messi nella condizione di poter esercitare il loro ruolo di riferimento e di ascolto anche attraverso l’utilizzazione di reti di sup- porto, interne ed esterne alla scuola, che nella formazione trovano uno degli strumenti più efficaci. I contenuti della formazione, infatti, saranno da un lato di natura psico-pedagogica, utili a comprendere e gestire le situazioni di bullismo e finalizzati ad una vera e propria alfabetizzazione nella gestione dei conflitti; dall’altro devono prevedere conoscenze più prettamente connesse con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le modalità di utilizzo che ne fanno i ragazzi e le ragazze, gli strumenti che usano, i rischi che corrono e le misure più adatte per prevenirli. tali obiettivi e contenuti potranno rientrare, in primo luogo, nei percorsi di formazio- ne in ingresso dei neo assunti, in particolare attraverso specifici ambiti di approfondi- mento all’interno delle 50 ore previste dalla normativa citata in nota. OMISSIS la formazione deve avviare, dunque, un concreto processo di feed-back autovalutati- vo che comporti la revisione delle prassi metodologiche e didattiche adottate e promuo- va nei docenti la consapevolezza di un nuovo modo di essere educatori ed esploratori del «quotidiano virtuale» degli studenti, spesso inconsapevoli dei pericoli non sempre tangibili della Rete. Innovazione radicale, quindi, per docenti e formatori che impone loro una prepara- zione specifica per rispondere ai nuovi stili cognitivi e comunicativi degli studenti. ne scaturisce il ruolo fondamentale che deve assumere la Comunità scolastica nel guidare gli studenti verso la consapevolezza, dei propri diritti e doveri di «cittadini virtuali». al riguardo è opportuno sottolineare che già nello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, la Scuola è definita come «comunità di dialogo, di ri- cerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle posizioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione (...)». Risulta, pertanto, fondamentale attribuire un maggiore protagonismo alle studentes- se e agli studenti, primi attori di ogni azione di contrasto e di prevenzione. le ragazze e i ragazzi devono entrare nei processi, sentirsi parte di un tutto ed esercitare un ruolo attivo, affinché le azioni previste dalle presenti linee di orientamento possano risultare realmente efficaci. Il ministro Stefania giannini
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