Gennaio-Febbraio-2015

più adatta alla mutata condizione sociale, per suscitare, sviluppare e stimolare le re- sponsabilità e le energie così spesso prezio- se, importanti e motivate che nella scuola operano ». E infine sulla funzione delle Associazioni professionali asserisce: « …C’è il ruolo signi- ficativo e importante, e lo dico per l’espe- rienza che ho fatto, delle associazioni pro- fessionali, che non sono una realtà che rac- coglie soltanto per la comunanza di impe- gno le energie umane che nella scuola ope- rano, sono una realtà esponenziale e prota- gonista della elaborazione della vita della scuola, non soltanto nella dimensione inter- na ma anche nel rapporto tra la scuola e quello che c’è intorno alla scuola… Alla ba- se della vocazione delle associazioni profes- sionali c’è il contribuire a questa dimensio- ne di interpretazione del rapporto tra la scuola e le istituzioni… ». Come si vede i temi affrontati ben 23 an- ni fa sono tuttora attuali e vitali e, ahimè, in alcuni casi tuttora non risolti! In quell’occasione la presidente Cesarina Checcacci così si espresse: « Affido all’On. Mattarella una preghiera: auspico che non si verifichi quanto previsto da un progetto di legge, (fortunatamente decaduto), e cioè che fra le competenze da affidare allo Stato non vi siano più quelle riguardanti la Pubblica Istruzione da deferire in toto alle Regioni… dicevo stamattina ini- ziando il Convegno, che noi come do- centi, come educatori abbiamo la re- sponsabilità, anche riguardo a tutti questi problemi spinosi e complessi, di muoverci con informazione adeguata, con senso di responsabilità, con grande rinnovamento, in un quadro inter-isti- tuzionale di esercizio di responsabilità per il bene comune. Questo pensiero volevo affidare all’On. Mattarella e so- no certa che ne terrà conto ». Noi certamente teniamo conto delle sue parole e proseguiamo con tutte le nostre forze nella direzione da lei indi- cata: affrontando i problemi spinosi e E d i t o r i a l e complessi della scuola, ricercando le infor- mazioni adeguate, sviscerando e approfon- dendo le problematiche da molteplici otti- che, proponendo possibili interventi, colla- borando criticamente e costruttivamente con le forze istituzionali e politiche. Presidente Mattarella, la Sua storia, la Sua esperienza, la Sua fede l’aiuteranno a «far crescere» questa nostra Italia all’appa- renza «smarrita». Siamo certi, lo ha confermato nel Suo primo discorso ufficiale da Capo dello Stato, che l’interesse per la scuola, per l’educa- zione dei giovani e per il loro futuro, per la valorizzazione dei corpi intermedi della so- cietà e delle concrete esperienze sul cam- po, non verrà mai meno. Le siamo grati della profonda sensibilità umana e cristiana, trasversale ai molteplici problemi, che è una marcia in più per ogni avanzamento. L’UCIIM, la Scuola, la società attendono quella inversione di tendenza sollecitata da Papa Francesco, un cambiamento che può essere suscitato solo da concrete testimo- nianze. È vero: «Il mondo oggi ha bisogno di te- stimoni…» e soprattutto di insegnanti che sappiamo esserlo. 4 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015

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