Gennaio-Febbraio-2015

35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015 guinis» , imperniato sull’elemento della di- scendenza o della filiazione. Attualmente è in corso un vivace dibattito tra le forze poli- tiche sulla possibilità di dare maggior peso al principio dello «ius soli» , che, invece, fonda i suoi presupposti sul luogo della na- scita all’interno del territorio dello Stato). In disparte delle disposizioni normative che definiscono il quadro di riferimento al- l’interno del quale debbono muoversi i di- versi attori che si occupano, a vario titolo, dei problemi connessi con il fenomeno im- migratorio, ciò che si vuole porre in eviden- za in questo breve lavoro sono le azioni, i suggerimenti, le linee di indirizzo che l’Am- ministrazione ha elaborato e messo in cam- po al fine di sostenere le scuole in tale complesso adempimento. La nostra disamina prende avvio con un breve accenno alle prime Linee guida del MIUR , inerenti l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, emanate con la Circo- lare Ministeriale n.24 del 1 marzo 2006 . Le Linee guida presentate nel 2006 ten- gono nel dovuto conto le esperienze delle scuole, dei centri interculturali, del contri- buto dei referenti degli Uffici scolastici re- gionali e delle indagini statistiche condotte dal Ministero sulla presenza e sul rendimen- to scolastico degli alunni stranieri. L’obiet- tivo delle Linee guida è quello di «presenta- re un insieme di orientamenti condivisi sul piano culturale ed educativo, di individuare alcuni punti fermi sul piano normativo e di dare alcuni suggerimenti di carattere orga- nizzativo e didattico al fine di favorire l’in- tegrazione e la riuscita scolastica e forma- tiva, ferma restando l’autonomia delle isti- tuzioni scolastiche» . Nel documento del 2006, che si apre con un’analisi dello scenario nazionale ed inter- nazionale, troviamo delineate le principali linee di intervento che verranno successiva- mente riprese ed ampliate nelle successive Linee guida che saranno emanate nel 2014 e cioè una serie di indicazioni operative che riguardano tra l’altro: — l’accoglienza; — l’insegnamento dell’italiano; — l’orientamento; — i mediatori linguistici e culturali presso le scuole; — la formazione del personale scolastico; — la valutazione. Successivamente, nel dicembre dello stesso anno (2006), è stato istituito presso il MIUR L’Osservatorio nazionale per l’inte- grazione degli alunni stranieri e l’educa- zione interculturale , il quale ha prodotto un articolato documento «La via italiana alla scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri» (2007) , nel quale si pone in particolare evidenza la natura in- terculturale che dovrebbe contraddistingue- re il processo di integrazione. Adottare una prospettiva interculturale, cioè valorizzare la promozione del dialogo e del confronto tra culture, significa non limi- tarsi soltanto ad organizzare strategie di in- tegrazione degli alunni immigrati o misure compensatorie di carattere speciale, ma vuol dire, piuttosto, assumere la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola, come un’occasione privilegiata di apertura a tutte le differenze. Si ribadisce quindi il passaggio dal concetto di integra- zione, il quale fa riferimento principalmen- te all’adozione di buone pratiche riguardan- ti l’accoglienza e le particolari esigenze de- gli alunni stranieri legate soprattutto alla possibilità di migliorare il rendimento scola- stico e contrastare i fenomeni della disper- sione, ad un concetto più ampio, che tenga conto anche del valore aggiunto e delle ric- chezze formative ed educative che possono derivare dall’incontro con altre culture. Il documento si pone, tra l’altro, l’obiet- tivo di individuare un modello italiano al- l’integrazione interculturale , con l’intento di portare l’attenzione sulle linee di azione che caratterizzano i punti di forza che de- vono diventare «sistema» e di individuare le debolezze, da affrontare con nuove prati- che e risorse. Per raggiungere tali obiettivi si distinguo- no diverse linee d’azione: — strategie volte a migliorare l’integrazione degli alunni stranieri per garantire il di- ritto allo studio, la parità nei percorsi di istruzione, la partecipazione alla vita sco- lastica (pratiche di accoglienza e di inse- rimento nella scuola, apprendimento del- l’italiano come seconda lingua, valorizza- zione del plurilinguismo, relazione con le

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