Gennaio-Febbraio-2015

statale hanno un’età media di 51 anni (13). Nonostante la presumibile intenzione di mi- grare verso la scuola statale, circa il 60% dei docenti è in servizio da oltre cinque an- ni, cioè con un grado almeno discreto di stabilità. Le assenze degli insegnanti (che sono in genere un buon indicatore del grado di at- taccamento al lavoro, se non della qualità del servizio) sono nel complesso meno di quattro nell’anno precedente la rilevazione (2012-13). Nelle scuole statali i dati più ag- giornati risalgono al 2011-12, quando le as- senze dei docenti sono state mediamente pari a 11,3 giorni l’anno (14). L’impegno de- gli insegnanti delle scuole cattoliche è an- che testimoniato da coloro che, in aggiunta al proprio orario di servizio, svolgono attivi- tà integrative o di animazione, percentuale che cresce significativamente col crescere del livello scolastico (14,7% nell’infanzia; 29,8% nella primaria; 38,0% nella secondaria di primo grado; 45,4% nella secondaria di secondo grado; 25,7% nella Fp). Quando si parla di qualità l’attenzione si va a concentrare facilmente sui risultati sco- lastici , ma non ci soffermiamo sui valori as- soluti, che potrebbero essere condizionati da criteri di valutazione più o meno morbidi (nelle scuole secondarie superiori si registra comunque circa un 4% di bocciati). Più og- gettivo è il risultato delle prove Invalsi , nelle quali gli alunni di scuola cattolica risultano in genere al di sopra della media nazionale nelle prove d’italiano in tutti gli ordini e gra- di di scuola (64,3% nella primaria; 80,0% nel- la secondaria di primo grado; 58,1% nella se- condaria di secondo grado), mentre non al- trettanto brillante è il risultato nelle prove di matematica (48,7% nella primaria; 54,3% nella secondaria di primo grado; 38,7% nella secondaria di secondo grado). Circa il coinvolgimento delle famiglie , la rilevazione delle attese dei genitori (ma anche degli studenti e del territorio in ge- nere) è curata in circa due terzi delle scuole e i genitori sono coinvolti nella veri- fica dell’offerta formativa in misura supe- riore ai tre quarti. In media sono almeno cinque i colloqui che avvengono in un anno con ciascuna famiglia e sono mediamente più di 5 gli incontri degli organi collegiali aperti alla partecipazione dei genitori. Ol- tre due terzi delle scuole, infine, dispon- gono di forme varie di accompagnamento pedagogico ed educativo per le famiglie. Quanto al grado di ecclesialità della scuola cattolica, un rappresentante della Chiesa locale è presente in misura ridotta negli organi di governo nella scuola, ma c’è un legame organico con la parrocchia in po- co meno di metà delle scuole. Nelle attività di formazione in servizio degli insegnanti il riferimento all’antropologia cristiana è pre- sente in circa il 90% dei casi. La partecipa- zione del personale ad attività di carattere spirituale o liturgico è in genere superiore ai due terzi. Va infine rilevato che una minoranza non irrilevante di alunni non cattolici frequenta comunque le scuole cattoliche: si tratta in media di una percentuale oscillante tra l’1 e il 2 per cento nelle scuole primarie e se- condarie, che sale al 5,3% nella scuola del- l’infanzia e al 31,0% nella Fp. 33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015 Segnaliamo l’emanazione della circolare CM. n. 3 Prot. AOOD- GOSV 1235 del 13 febbraio 2015, del direttore generale dott.ssa Palumbo, relativa alla Adozione sperimentale dei nuovi modelli nazionali di certificazione delle competenze nelle scuole del primo ciclo di istruzione. Tutti i materiali integrali sono scaricabili dal sito www.uciim.it. (13) Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, La buona scuola, 3 settembre 2014, p. 18. (14) Dati Miur-Inps elaborati da «Tuttoscuola», gennaio 2015 (http://www.tuttoscuola.com/cgi- local/disp.cgi?ID=34986).

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