Gennaio-Febbraio-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015 32 un indice sintetico costituito dalla media più o meno ponderata dei dieci fattori per non ridurre la valutazione della qualità, che è un processo estremamente complesso, a una banale azione classificatoria (dare il vo- to alla scuola). Allo stesso punteggio assegnato non è stato attribuito alcun valore assoluto. Nono- stante sia espresso in centesimi, il valore ri- levato non è indicativo di una maggiore o minore approssimazione al modello di scuo- la ideale perché tale modello sarebbe del tutto arbitrario e improponibile. Ogni scuo- la è stata invece posta a confronto con il valore medio nazionale per verificare se sul singolo fattore ci si collochi sopra o sotto la media e dunque si possa essere soddisfatti o ci si debba dare da fare per ottenere risul- tati migliori. In altre parole, di fronte a un’opinione pubblica che spesso va alla ricerca di pun- teggi per assegnare pagelle o stilare sbriga- tivamente graduatorie delle scuole migliori o peggiori, si è cercato di costruire un pro- cesso veramente promozionale : una valuta- zione che serva davvero per migliorare e non per premiare o condannare. Anche sul sito, i dati pubblici sono solo quelli relativi al livello nazionale, mentre i risultati di cia- scuna scuola sono in area riservata e acces- sibili solo agli interessati. La restituzione dei risultati alle scuole Entrando nell’area riservata della piatta- forma on line, una grafica semplice aiuta ogni scuola a riconoscere i propri punti di forza e di debolezza: per ciascuno dei dieci indici citati una freccia verde rivolta verso l’alto segnala i valori superiori alla media (e quindi i titoli di merito); una freccia rossa rivolta verso il basso indica i valori inferiori alla media, sui quali occorre impegnarsi per migliorare la prestazione. Come è facile immaginare, ci sono scuo- le che hanno raccolto tutti punteggi supe- riori alla media nazionale e scuole che si collocano invece sotto la media in tutti i fattori. La maggior parte, però, alternano dati positivi e negativi, ma non conta solo la direzione (e il colore) della freccia, dato che uno scostamento di pochi punti dalla media non è significativo (in positivo o in negativo), mentre una distanza di almeno dieci punti comincia ad essere degna di at- tenzione. A tutte le scuole sono state fornite indi- cazioni per comprendere il significato dei propri risultati ed avviare il processo di miglioramento o di mantenimento. Quelle che hanno restituito anche i questionari di percezione (purtroppo non tutte) dispor- ranno di un’ulteriore parametro con cui convalidare la propria situazione, venendo a sapere quali sono le valutazioni differen- ziate delle componenti della comunità educativa: può essere interessante infatti porre a confronto l’opinione dei genitori con quella degli insegnanti o del personale non docente. Con l’andare del tempo, dato che il pa- rametro di riferimento non è fisso ma costi- tuito da una media, se tutte le scuole si im- pegneranno in questo lavoro nei prossimi monitoraggi la media tenderà naturalmente ad alzarsi e rappresenterà un ulteriore obiettivo di miglioramento, dando vita a un processo di continua tensione verso livelli più elevati. Alcuni dati A titolo puramente esemplificativo si propongono alcuni risultati che mostrano tendenze abbastanza interessanti. Circa la composizione del corpo docente , già la rilevazione condotta sulla base dei dati MIUR per il medesimo anno 2013-14 (12) mostra che i docenti sono il 63,2% nell’infanzia, l’86,2% nella primaria, oltre il 90% nei dure gradi di secondaria. Il monito- raggio ha aggiunto la rilevazione sulla Fp, dove i laici sono il 96,3%. I docenti sono piuttosto giovani: uno su dieci ha meno di trent’anni e altri quattro su dieci hanno tra i 31 e i 40 anni; solo uno su cinque ha superato i cinquant’anni. Al confronto, i docenti di ruolo della scuola (12) La scuola cattolica in cifre. Anno scolastico 2013-14, cit.

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