Gennaio-Febbraio-2015

IL MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ DELLA SCUOLA CATTOLICA Sergio Cicatelli, Direttore del Centro Studi per la Scuola Cattolica CEI- Consigliere nazionale UCIIM Il Sistema Nazionale di Valutazione La valutazione della qualità del servizio scolastico è una delle principali sfide che si trovano ad affrontare oggi le scuole italia- ne. Il Dpr 80/13 (1) ha istituito il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV), fissando per esso la finalità «del miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli ap- prendimenti» (art. 1) e articolando il proce- dimento valutativo in quattro fasi: 1) auto- valutazione, 2) valutazione esterna, 3) azio- ni di miglioramento, 4) rendicontazione so- ciale (art. 6). Si valutano le scuole, dunque, non per premiarle o punirle ma per aiutarle a migliorarsi, esattamente come ogni inse- gnante dovrebbe fare con i propri alunni. La Direttiva 11/14 (2), nel ribadire le fi- nalità della valutazione, ha sottolineato il ruolo che in ogni scuola il Rapporto di auto- valutazione (RAV) deve avere come occasio- ne di verifica e riflessione sulle possibilità di miglioramento. L’Invalsi ha quindi pubbli- cato il modello di RAV cui tutte le scuole dovranno conformarsi. Anche in questo caso si tratta di uno strumento che intende favo- rire il miglioramento dei risultati e non in- tende dare vita ad alcuna operazione classi- ficatoria. La CM 47/14 (3) ha infine fissato le sca- denze che – a breve e lungo termine – scan- diranno il processo di valutazione: l’anno 29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015 2014-15 sarà integralmente occupato dalla stesura del RAV; il 2015-16 vedrà l’avvio del percorso di miglioramento e la valutazione esterna; il 2016-17 darà luogo infine alla rendicontazione sociale del processo. Tutto il processo si dovrebbe applicare all’intero sistema nazionale di istruzione, cioè alle scuole statali e paritarie, ma le di- mensioni del sistema stesso costituiscono un ostacolo non indifferente. Le sole scuole sta- tali sono 8.519 nel corrente anno 2014-15(4) e ad esse vanno aggiunte almeno 13.625 scuole paritarie (il dato è del 2013-14) (5). Se, come è stato dichiarato, nel primo anno la valutazione esterna sarà condotta su un primo campione di 800 scuole occorrerebbero più di dieci anni per completare il processo nelle sole scuole statali e più del doppio per allargarsi alle scuole paritarie (le quali però hanno dimensioni, cioè complessità, di gran lunga inferiori a quelle statali). La qualità della scuola cattolica Le scuole cattoliche rappresentano poco meno di due terzi del totale delle paritarie (6) e hanno iniziato da tempo a lavorare sulla valutazione della qualità, cogliendo per prime l’occasione offerta dalla nascen- te autonomia. Ha cominciato infatti la Fi- dae sul finire degli anni ’90 con una ricerca che ha interessato per un paio di anni centi- (1) Dpr 28-3-2013, n. 80, «Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e forma- zione». (2) MIUR, Direttiva 18-9-2014, n. 11, «Priorità strategiche del Sistema Nazionale di Valutazione per gli anni scolastici 2014/15, 2015/16 e 2016/17». (3) Circolare Ministeriale n. 47 del 21-10-2014, prot. AOODGOSV 6257, «Priorità strategiche della valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione. Trasmissione della Direttiva n. 11 del 18 settembre 2014». (4) MIUR – Servizio Statistico, Focus «Anticipazione sui principali dati della scuola statale «.A.S. 2014/2015, set- tembre 2014, p. 3. (5) Ivi, p. 12. (6) Cfr. La scuola cattolica in cifre. Anno scolastico 2013-14, in CSSC – Centro Studi per la Scuola Cattolica, Una scuola che orienta. Scuola Cattolica in Italia. Sedicesimo Rapporto, La Scuola, Brescia 2014, p. 441.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=