Gennaio-Febbraio-2015
bali. Dei verbi vanno affrontati contempora- neamente tempi e modi, attivi e passivi, delle quattro coniugazioni. E nel portare avanti questa nuova tipologia di studio biso- gna procedere sempre per descrizione e contrasto, cogliendo analogie e differenze. Affrontare subito lo studio della sintassi ser- ve a sviluppare, negli alunni, la capacità di comprensione del testo. Cura particolare merita il lessico e la sua memorizzazione che deve avvalersi dell’ap- prendimento delle famiglie di parole; nelle classi in cui ho insegnato gli alunni sono riu- sciti ad avere, così, un approccio fruttuoso con i testi. Vantaggioso risulta costruire insieme agli alunni le schede lessicali, costruite a parti- re da una radice comune, che rappresenta- no uno strumento di lavoro aperto e di- schiudono nuovi percorsi di riflessione; le schede lessicali generano un laboratorio lin- guistico efficace mirato a destare curiosità e interesse perché permettono di mettere a confronto termini latini ed italiani e coglie- re analogie e differenze; in questo modo la lingua latina, come anche quella italiana, saranno più familiari per gli alunni. I vocaboli devono essere quelli delle frasi e delle versioni da tradurre. Vanno evitate le frasi portatrici di messaggi banali e, di converso, vanno presentati i momenti più significativi della storia di Roma, quelli in cui si verificarono i maggiori rivolgimenti sociali e, quindi, l’arricchimento e la diver- sificazione del lessico. Le parole riflettono le strutture sociali e conoscitive; conoscere il loro significato equivale a conoscere la realtà e la mentalità che esse descrivono. In estrema sintesi, frasi e versioni devono es- sere specchio della civiltà. Agli alunni va insegnato un buon uso del vocabolario, ma va anche detto che un vo- cabolario frequenziale è insufficiente per il latino perché i testi comprendono un ar- co temporale molto ampio e dunque le parole possono assumere significati diver- si. Gli alunni noteranno fa- cilmente che i Romani, pri- ma popolo di agricoltori, divengono poi un popolo di soldati. È necessaria la conte- stualizzazione del brano in questione perché lo studio del latino non può essere scisso dallo studio di usi, co- stumi, abitudini e gusti dei Romani, per capire come la lingua rifletta una civiltà. Nell’esame dei brani il docente deve fornire agli alunni notizie sull’autore, sull’opera da cui sono tratti, sugli argomenti che affronta; tutte le informazioni utili cioè a contestua- lizzare e comprendere i messaggi veicolati dai testi latini. Solo in questo modo gli alunni potranno decodificare, per cogliere il senso nel suo complesso, e ricodificare, per tradurre non tradendo il senso del messag- gio latino. Durante la mia esperienza di insegna- mento della lingua e della civiltà latina ho constatato che l’attualizzazione e la con- testualizzazione degli autori esaminati e dei brani affrontati ha suscitato notevole interesse negli alunni. L’uso del patrimonio paremiografico, il confronto dei costrutti latini con quelli italiani, alcune curiosità del nostro dialetto (come la mancanza del condizionale anche nel nostro dialetto) mi hanno aiutato ad avvicinare anche gli alun- ni più restii. Solo così il latino, lingua viva e vitale sul piano dell’incidenza storica e culturale, po- trà riprendere il posto che merita. 24 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015
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