Gennaio-Febbraio-2015

23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015 e dell’italiano, dunque, che bisogna partire per motivare e stimolare gli alunni con un approccio radicalmente diverso da quello solitamente utilizzato. La traduzione latina è strumento indi- spensabile per confrontare le strutture del latino con quelle dell’italiano, per ricercare le tracce storiche nella nostra lingua e nei dialetti della Penisola, per padroneggiare meglio l’italiano e per conoscere la civiltà latina. Far comprendere alle giovani generazioni che il latino ha condizionato storicamente l’italiano, significa consegnare loro le chiavi interpretative delle opere della nostra let- teratura e di quella latina; significa pro- muovere la padronanza della propria lingua; significa svelar loro che il latino è punto di riferimento della nostra identità culturale, dove vanno ricercate le radici profonde del nostro attuale sapere. Appare perciò necessario motivare gli alunni a studiare il latino in una prospettiva storicistica perché solo in questo modo è possibile comprendere il divenire storico, conoscere i personaggi ed i contesti in cui sono stati generati i principi fondamentali della civiltà occidentale e che caratterizza- no l’uomo moderno: la democrazia, la ti- rannide, l’amore della patria, il concetto di Stato, il diritto, la religiosità. Non vanno studiate solo le parole latine ma anche la civiltà del mondo che esse esprimono, per- ché la lingua è caratteristica di una civiltà e di una cultura vissute in una loro dimensio- ne storica. Lo studio del latino allora deve concre- tizzarsi nella lettura, nella traduzione e nell’interpretazione critica dei documenti della letteratura, degli autori che li hanno prodotti, inquadrati nella società che li ha espressi. Da qui deriva una conoscenza cri- tica del passato necessaria a vivere coscien- temente il presente. Per convincere i giovani che si affacciano alla scuola superiore a studiare il latino va posta l’attenzione sul fatto che gli studi umanistici formano l’uomo e la sua coscien- za, dunque il cittadino, cosciente del suo posto nella società. I docenti, per rendere affascinante e si- gnificativo l’apprendimento del latino, de- vono abbandonare gli orizzonti della gram- matica normativa fatta di regole ed ecce- zioni da apprendere mnemonicamente, da applicare pedissequamente; devono invece orientarsi verso una didattica breve di stampo descrittivo-contrastivo che, portan- do ad osservare e descrivere i fenomeni per riconoscerli, fa capire agli studenti come non esiste una sola traduzione giusta, ma tante e tutte corrette. E questo senza trala- sciare la grammatica storica. Assumere tale prospettiva non significa ignorare le regole grammaticali e le ecce- zioni – che possono essere spiegate quando si incontrano nei testi – quanto piuttosto or- ganizzare la materia e trovare strategie nuove, piacevoli e proficue per insegnare la grammatica: lezioni multimediali supporta- te dalla Lim della scuola e, soprattutto, da smartphone e tablet degli alunni, per met- tere a confronto le strutture della lingua italiana con quelle della lingua latina. Dai testi alle regole e non viceversa. La competenza grammaticale va a servizio del- lo scopo primario della lingua latina, cioè la lettura dei testi; una lettura diretta ad av- vicinare l’alunno al mondo romano tramite la lingua. Una grammatica euristica e non imposta che, così, diventa affascinante. Lo studio della morfologia deve andare di pari passo con lo studio della sintassi da su- bito. Le cinque declinazioni vanno affronta- te simultaneamente alle coniugazioni ver-

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